The B-52's

The B-52's

Kitsch-rock di tutto rispetto.
Quando si incontrano sanno a malapena suonare, però decidono di far musica insieme.
Sarà perché sono ubriachi persi dopo una storica abbuffata al ristorante cinese, sarà perché qualcuno intravede la futura grandezza, sarà per un motivo o per l'altro ma alla fine questa è la serata che segna la nascita dei B-52's. È l'ottobre del 1976: diventeranno la migliore party band della new wave punk (tardi anni Settanta).
A proposito di nome: non ha niente a che fare con gli omonimi bombardieri da guerra. In realtà è ispirato alle parrucche cotonate degli anni '50 (se non è questo un inno alla goliardia kitsch…).
I futuri B-52's si conoscono al campus dell'università di Athens, in Georgia. I loro nomi: Fred Schneider (voce), Kate Pierson (voce), Cindy Wilson (voce), Ricky Wilson (chitarra, fratello di Cindy), Keith Strickland (batteria).
Siccome non sono proprio dei musicisti provetti, all'inizio il quintetto si esibisce utilizzando parti di chitarra e di batteria preregistrate su nastro. Però sono un sacco divertenti e presto si ritagliano uno spazio interessante, fino a quando succedono due cose. La prima: vengono chiamati a suonare al Max's Kansas City Club (significa essere pagati per farlo). La seconda: la stampa specializzata newyorkese si accorge di loro.
Il risultato è che possono registrare il loro disco d'esordio: l'omonimo "The B-52's" esce a luglio del 1979 e raccoglie una serie di brani ballabili e bizzarri, compresa una riedizione del singolo "Rock Lobster" (che avevano stampato in poche migliaia di copie ai tempi dei concerti gratis).
L'anno successivo si ripetono con "Wild Planet" (settembre 1980) ed entrano nella Top 20 delle classifiche statunitensi.
Dopo un paio di EP i B-52's pubblicano il loto terzo album ("Whammy!", 1983). Il disco conferma lo humour e la goliardia dei primi due lavori, solo sposta il loro orizzonte musicale verso territori più elettronici.
Prima di tornare con una nuova release, c'è il tempo perché Fred Schneider realizzi un album solista. Poi, a settembre del 1986 esce "Bouncing Off The Satellites", che però non viene sostenuto in modo adeguato a causa della morte per AIDS del chitarrista Ricky Wilson: i B-52's decidono infatti di ritirarsi dalle scene.
Assorbita la botta, la band torna nel 1989 con l'album "Cosmic Thing", che rispolvera i fasti dei primi due dischi e diventa il loro maggiore successo commerciale grazie a singoli come "Love Shack", "Roam" e "Deadbeat Club".
La ritrovata intesa dura poco, però: nel 1990 Cindy Wilson lascia il gruppo.
Ormai diventati un trio, i B-52's pubblicano "Good Stuff" (1992) e l'anno seguente incidono la theme song per il film "I Flintsones" (di Steven Spielberg).
Sono gli ultimi bagliori di una carriera che sembra avviata alla fine: per tutti gli anni '90, così come all'inizio del nuovo millennio, i B-52's non producono nuovi lavori, lasciando alle raccolte e ai live il compito di ricordare al mondo chi sono.
Una compilation ha un significato tutto particolare per i fan: si tratta di "Time Capsule" (1998), che segna il ritorno definitivo di Cindy Wilson fra le fila del gruppo, dopo aver fatto occasionalmente capolino nelle esibizioni dei secondi anni Novanta.