The Black Heart Procession

The Black Heart Procession

L'indie rock che canta il lato oscuro dell'animo.
Isolamento, depressione, angoscia: queste le tematiche che fanno da filo conduttore nella produzione dei Black Heart Procession, band nata a San Diego nel 1997.
Comincia tutto grazie a Pall Jenkins (voce, chitarra, sintetizzatori) e Tobias Nathaniel (piano, chitarra, organo). I due suonano nei Three Mile Pilot, ma a un certo punto decidono che il progetto non fa più per loro, mettono tutto in pausa e organizzano una formazione tutta nuova, cosa fatta una volta reclutati Joe Plummer (batteria), Jimmy LaValle (basso) e Matt Resovich (violino).
Nessuno di loro è alle prime armi: LaValle e Resovich arrivano da The Album Leaf, mentre Plummer è un ex Modest Mouse e Magic Magicians. Però le redini dei Black Heart Procession rimangono saldamente in mano a Jenkins e Nathaniel, tanto che negli anni successivi una quantità di altri musicisti possono alternarsi in studio e dal vivo senza modificare in modo radicale il sound del gruppo (che non si tira indietro neppure quando si tratta di inserire una sega nel tessuto musicale di un pezzo).
Il debutto discografico arriva grazie a Cargo Records, che nel 1998 pubblica "One" e che finanzia una tournée negli Stati Uniti e in Europa.
La seconda prova, intitolata semplicemente "2" e pubblicata nel 1999 da Touch & Go Records, viene accolta dalla critica molto positivamente: colpiscono la maturazione della voce di Jenkins e l'affinamento del mix sonoro che li caratterizza. Niente di meglio, insomma, per lanciare "Three" (2000), terzo album dei Black Heart Procession.
Due anni più tardi ecco arrivare un disco spartiacque: "Amore Del Tropico" (2002) è un album ambizioso, che si getta con entusiasmo in nuovi territori musicali senza tradire completamente le radici. Il risultato è di quelli che fanno spendere alla critica parole di entusiasmo.
Negli anni successivi lo spettro delle attività del gruppo si allarga, fino a contenere incursioni nel cinema e la partecipazione alla serie "In The Fishtank" (l'undicesimo capitolo, insieme agli olandesi Solbakken). Poi arriva maggio del 2006, quando esce "The Spell", quinto disco dei BHP. È Nathaniel a scattare la foto più fedele di quasi un decennio di carriera: "Personalmente sono contento di come la band, pur essendo ormai qualcosa di totalmente diverso da ciò che eravamo agli inizi, è sempre riuscita a tenere fede al proprio intento originario, cioè essere genuini".