The Brand New Heavies

The Brand New Heavies

Sono tornati. E hanno ancora un sacco di cose da dire. Tutte intorno al funk.
Sono i Brand New Heavies, la più celebre band di acid jazz degli anni '90. E dopo aver chiuso il loro rapporto con la London Records hanno deciso di ripartire da dove avevano cominciato: il piccolo studio casalingo nel loft di Andrew "Love" Levy e la voglia di suonare qualcosa che si distingua dal frullato omogeneizzato della musica commerciale.
Perché è così che sono nati i Brand New Heavies nel lontano 1985, quando Jan Kincaid (batteria e tastiere), Simon Bartholomew (chitarra) e Andrew Levy (basso e tastiere), tre vecchi compagni di scuola abituati a scroccare gli strumenti musicali dalla loro scuola di Ealing, sobborgo di Londra, decidono di trasformare la loro passione per i groove anni '70 in qualcosa di più sofisticato e moderno. Sono gli anni dei primi party illegali nei dintorni della capitale inglese, ed è proprio li che i Brand New Heavies cominciano come terzetto tutto strumentale. Il salto al mitico Cat In The Hat Club è la prima medaglia della loro carriera, che in breve tempo guadagna un breve accordo con la Cooltempo (esce "Got To Give") e soprattutto la voce di Jay Ella Ruth e il primo vero contratto con la label Acid Jazz.
Ottomila sterline sono il budget con il quale registano il loro primo, omonimo LP del 1990 che, assieme all'ammirazione della critica, porta anche una serie di cambiamenti nella vita della band. Jay Ella Ruth lascia il trio, la Delicious Vinyl, con la quale i Brand New Heavies hanno firmato un nuovo accordo, insiste per N'dea Davenport e per riregistrare il disco con la nuova voce, e mai insistenza fu più giustificata. Il "nuovo" album di debutto ufficiale apre alla band le porte degli States e "Never Stop" diventa il più grosso successo di una band inglese nelle R&B charts americane dai tempi dei Soul II Soul.
Ma la vera rivoluzione è ancora di là da venire. Un concerto a New York con i rappers Q-Tip (A Tribe Called Quest) e MC Serch (3rd Bass) indica la nuova strada da seguire: assorbire l'hip-hop nel dna della band. Nell'estate del 1992 esce "Heavy Rhyme Experience, Vol. 1" (con anche Main Source, Gang Starr, Grand Puba e Pharcyde), disco pionieristico che annuncia l'alba di una nuova era per il funk e il rap. L'influenza di N'dea Davenport si spegne con il successivo "Brother Sister" (probabilmente il loro maggior successo, ma la vocalist preferisce inseguire la sua carriera solista) e i Brand New Heavies la rimpiazzano con Siedah Garrett. "Shelter" del 1997 è il ritorno in territori più convenzionali ma è anche la chiusura di un periodo. "Trunk Funk: The Best Of The Brand New Heavies" con la voce di Carleen Anderson (la vocalist dei loro rivali storici The Young Disciples) è il desiderio di tirare le somme alla fine del millennio e raccogliere tutti i grandi successi dei primi 15 anni di carriera in un solo disco.
Il nuovo secolo e le nuove tendenze ricominciano a stimolare le menti musicali di Jan Kincaid, Simon Bartholomew e Andrew Levy che, chiusi gli impegni con la London Records, ripartono esattamente da dove avevano cominciato a metà dagli anni '80. Prima un disco dal titolo programmatico, "We Won't Stop". Poi una nuova cantante, Nicole Russo, nuove idee e la stessa voglia di fare musica in un nuovo disco dal titolo altrettanto eloquente, "Allaboutthefunk".