The Cult

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The Cult

Rocker dei due mondi.
A cavallo tra l'heavy metal della maturità e il gothic rock degli esordi (o gothic-chic, come loro stessi amavano definirsi), i Cult sono una rock band britannica che ha fatto faville anche negli Usa. Eppure la loro carriera è segnata da luci e ombre, con hit planetarie ed esibizioni entrate nel mito che convivono con le cadute di popolarità e le zuffe con la polizia di alcuni live estremi (con il leader Astbury che viene arrestato dalla polizia, in Canada). Un percorso che, nel bene e nel male, ha consegnato la band al mito.
Il gruppo nasce all'inizio degli anni '80 da un'idea del musicista inglese Ian Astbury che, dopo aver passato l'infanzia in Canada, torna in patria appena conclusasi la rivoluzione punk. Astbury si porta dietro una passione per la cultura pellerossa che lo accompagna per tutta la sua vita artistica: la band, ad esempio, inizialmente si fa chiamare Southern Death Cult, nome mutuato da una tribù indiana del delta del Mississipi. Nel 1983, dall'unione con il chitarrista Billy Duffy, già della band gothic rock Theatre Of Hate, prende il via il progetto Death Cult con un EP omonimo e il singolo "Gods Zoo". Per registrare l'EP si uniscono al gruppo anche il batterista Ray Mondo e il bassista Jamie Stewart, entrambi ex membri dei Ritual. Mondo però viene deportato in Sierra Leone, suo paese natale, e il posto come batterista viene occupato da Nigel Preston. La band cambia nuovamente nome, questa volta definitivamente, e i neonati Cult possono finalmente pubblicare il loro primo disco nel 1984. In quell'anno infatti viene pubblicato per Beggars Records, "Dreamtime", disco accompagnato dal singolo "Spiritwalker" che raggiunge in fretta la vetta delle chart,. Il sound del disco unisce sonorità new wave all'hard rock, una miscela che caratterizzerà i futuri lavori della band di Bradford Yorkshire. Nell'estate del 1985 Nigel Preston lascia il gruppo, sostituito dall'ex Big Country Mark Brzezicki. L'uscita del singolo "She Sells Sanctuary" sancisce la consacrazione in patria per la band di Astbury. Col nuovo batterista Les Warner, sul finire del 1985 arriva nei negozi di musica "Love", secondo album della band e pietra miliare dell'hard rock britannico, forse il loro acuto più riuscito. Il singolo "Rain" passa in poco tempo da hit a vero inno generazionale e traccia al tempo stesso le coordinate del nuovo sound dei Cult, fedeli alla matrice gothic ma avvezzi anche a sonorità più psichedeliche e all'hard in stile Led Zeppelin e AC/DC. Nuovo cambio di line up: Stewart passa alla chitarra ritmica mentre il basso passa nelle mani di Kid Chaos, ex membro degli Zodiac Mindwarp. E' un periodo molto prolifico per il gruppo, che già nel 1986 ha in cantiere nuovo materiale già inciso e lavorato in studio. C'è già anche un titolo ("Peace"), tutto sembra pronto ma Astbury e compagni non sono contenti del sound e all'ultimo momento affossano tutto. La band si affida al noto produttore Rick Rubin, che registra ex novo un disco, "Eletric", che viene pubblicato nel 1987. Il genio di Rubin riesce a rimarcare più profondamente il tanto agognato passaggio del gruppo dallo status di band gothic rock al più alto rango di band di hard rock classico con forti richiami ai seventies. Riff taglienti, chitarre distorte e ritmiche cavalcanti spalancano le porte anche al successo oltreoceano, dove i Cult intraprendono una tournée in compagnia degli allora poco famosi Guns N' Roses e ottengono ottimi piazzamenti nella US Top 40. Poco distante dalle sonorità di "Electric" è anche il quarto lavoro "Sonic Temple", che esce nel 1989. Questa volta l'album strizza l'occhio anche ad una sorta di glam-rock, pur mantenendo intatto il suono prettamente heavy tanto diffuso negli anni ottanta. Con "Fire Woman", primo singolo estratto da "Sonic Tample", i Cult ottengono la definitiva consacrazione in America conquistando la top ten delle classifiche rock, e vengono affiancati dalla stampa al gotha del genere: Motley Crue, Aerosmith e Metallica, con cui affronteranno il Demaged Justice tour. Ma questo è anche un periodo di eccessi e di abusi per la band di Bradford, che uscirà segnata dal periodo americano anche nella formazione: il nuovo bassista Matt Sorum (che aveva sostituito Chaos), passa ai Guns N' Roses e successivamente anche Stewart molla. I buchi vengono prontamente tappati da due nuovi acquisti - Mickey Curry alla batteria e Charlie Drayton al basso – ma non bastano a risollevare un sodalizio artistico ormai appannato. "Ceremony", pubblicato nel 1991, riscuote un accoglienza freddina e manda in crisi la band, che si prende un lungo periodo di pausa. Dopo tre anni c'è un grande ritorno di fiamma con "Pure Cult", una raccolta di singoli che balza direttamente al numero 1 della chart inglese. Durante l'estate del 1994 Craig Adams, membro fondatore dei Mission, subentra a Drayton nel ruolo di bassista e Scott Garret diventa il nuovo batterista ufficiale della band. Con questa formazione viene registrato "The Cult", album che esce alla fine del 1994 ma che ottiene scarsa attenzione di pubblico e stampa. Nel disco la band omaggia il frontman dei Nirvana Kurt Cobain e l'attore River Phoenix, icone dell'epoca prematuramente scomparse. Nella primavera del 1995 la doccia fredda: i Cult si sciolgono. Ian Astbury forma subito dopo gli Holy Barbarians (e pubblicherà "Cream" l'anno successivo) e nel giro di tre anni parte per l'avventura solista con l'album "Spirit, Light, Speed". Billy Duffy percorre un itinerario simile: si unisce ai Vent 414 di Miles Hunt, poi fonda il gruppo Coloursound e infine si dedica anche lui a un progetto in solitaria. Nel 2000 la discografia della band viene rimasterizzata e ripubblicata sotto forma di raccolta antologica con il nome "Rare Cult" (nella raccolta è contenuto anche l'album inedito "Peace"). Nel 2001, Ian, Billy e Matt Sorum si riuniscono per un nuovo disco, "Beyond Good And Evil", e un tour di concerti che prosegue fino al 2002, anno in cui Ian si unisce alla rimpatriata dei Doors in California, poi ribattezzatasi Riders On The Storm. Nel 2006 quando Billy e Ian, tra lo stupore generale dei fan, annunciano un tour mondiale alimentando le voci di un eventuale nuovo album. Le voci diventano realtà pochi mesi dopo, nell'autunno del 2007, quando la band si accinge a pubblicare il nuovo album "Born Into This" per la label Roadrunner Records.