The Dresden Dolls

The Dresden Dolls

Punk cabaret brechtiano?
Così si definiscono i Dresden Dolls, l'insolito duo pianoforte-batteria che miscela Kurt Weill e rock alla PJ Harvey/Violent Femmes, atmosfere da Repubblica di Weimar e burlesque gotico.
La band nasce a Boston la notte di Halloween del 2000, quando durante una festa-spettacolo lo stralunato Brian Viglione ascolta in stato di estasi l'esibizione al piano della padrona di casa, Amanda Palmer. Lei è un'artista impetuosa, pianista autodidatta, cresciuta fuori dal consesso delle persone normali (è troppo diversa, troppo strana per guadagnare consensi tra i suoi coetanei) alimentandosi di Beatles, teatro europeo (per un anno vive in Germania), Cure, Depeche Mode, Dead Can Dance, Kraftwerk. Lui è un batterista altrettanto fai-da-te, con una formazione metal, jazz e punk, costretto controvoglia a suonare il basso in alcune band della scena locale.
A fine serata Brian e Amanda si incontrano, si parlano, progettano di suonare insieme e accade una cosa rarissima: l'incontro di due anime gemelle, fuse insieme da reciproca ossessione.
La band, che inizialmente si chiama Out Of Arms e poi diventa Dresden Dolls, comincia a suonare nei club, nelle gallerie d'arte e nei loft di Boston proponendo show di impianto teatrale, molto curati nella messinscena, nei costumi e nel trucco (come quello da bambole cinesi, ad esempio). Amanda canta storie tragicomiche, grottesche e romantiche, mentre il suo pianoforte si snoda sul tappeto di batteria generato da Brian pestando o accarezzando i piatti. Il risultato finale rischia di essere un indigeribile pasticcio intellettuale, e invece il cabaret-pop-rock del duo esce fluido e naturale, oscillando dal sussurro intimista alla sgroppata rock.
La critica è conquistata, il pubblico pure, soprattutto dopo che nel 2003 i Dresden Dolls vincono il WBCN Rock And Roll Rumble e pubblicano prima una raccolta live, "A Is For Accident", e poi l'omonimo disco di debutto, prodotto da Martin Bisi (Swans, Sonic Youth) per l'etichetta di Amanda, la 8ft Records. Si esibiscono di spalla a Beck, B-52's e Jane's Addiction e vanno in tour con Legendary Pink Dots e Sleepytime Gorilla Museum.
Insieme al regista Michael Pope, uno degli artisti che vivono nel collettivo di Amanda (che poi sarebbe casa sua), nel 2004 i Dresden Dolls realizzano, con un budget di 5000 dollari e un sacco di favori, il video di "Girl Anachronism", che attira l'attenzione dei discografici e finisce addirittura in rotazione su MTV. È il grande salto: la band firma un contratto con la Roadrunner che distribuisce il disco in tutta l'America e anche oltreoceano. Peccato che venga cancellata la partecipazione al festival itinerante Lollapallooza, annullato all'ultimo dagli organizzatori.
Esce il singolo "Coin-Operated Boy", poi la band si imbarca in tournée sparse qua e là per il globo: suona anche di spalla ai Nine Inch Nails nel 2005 e partecipa a festival imponenti come il Coachella, il Roskilde e il Glastonbury. Esce l'intrigante DVD live "Paradise", che immortala uno strano concerto sfociato in una festa di strada.
Nel frattempo partono i lavori per il secondo album, registrato questa volta insieme ai produttori Sean Slade e Paul Kolderie (Radiohead, Courtney Love, Pixies) negli Allaire Studios, una casa di fine Ottocento nelle Catskill Mountains. "Yes, Virginia" esce nel 2006 accompagnato da un artwork notevole e originale, frutto dello scambio simbiotico di arte fra il duo e i suoi fan - la stessa filosofia che anima la Brigade, un'accolita eterogenea di perfomer, attori e saltimbanchi che Amanda e Brian spesso coinvolgono nei loro show.