The Music

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  • Britpop, Indie Rock, Alternative/Indie
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Strength In Numbers (new FINAL version)

The Music: la rinascita del rock made in UK. Almeno secondo un'alta percentuale di critici specializzati.
Nel 2001, ancora prima del disco di debutto, il quartetto di Leeds è definito "la migliore band senza contratto discografico in Gran Bretagna" da Steve Lamacq (DJ radiofonico alla BBC e noto scopritore di talenti come Verve e Smashing Pumpkins), mentre NME li saluta come "il gruppo potenzialmente più importante dall'avvento degli Oasis". E poi si spendono paragoni con mostri sacri come Pink Floyd, Velvet Underground e Jane's Addiction.
I The Music si formano nel 1999 nella città industriale di Leeds, fra i corridoi del liceo di Brigshaw a Kippax, più per fuggire dalla noia (e dagli ovvi passatempi di calcio e rugby) che per vera e propria passione. La line-up comprende Robert Harvey (voce e chitarra), Adam Nutter (chitarra), Stuart Coleman (basso) e poco più tardi Phil Jordan (batteria), quattro teenager che si dicono ispirati dall'arte, da libri come "Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo" e "Il Giovane Holden", da film come "Le Ali Della Libertà" e da Bruce Lee (di cui sfoggiano spesso la frase "Ogni uomo di oggi è il risultato dei suoi pensieri di ieri").
I The Music cominciano a suonare dal vivo, registrano qualche demo e poi incidono il primo singolo, "Take The Long Road And Walk It", un 7" in vinile pubblicato dall'etichetta indipendente Fierce Panda nel 2001 (i quattro sono appena usciti dal liceo).
In pochi mesi trovano un manager, conquistano recensioni adoranti della stampa inglese e attirano uno stuolo di talent scout pronti a far loro firmare un contratto discografico. Alla fine la spunta la Hut Recordings, succursale della Virgin Records (già casa dei Verve e Placebo), per la quale incidono un EP dal titolo alquanto esplicativo: "You Might As Well Try To Fuck Me". Seguono tour in supporto di band affermate come New Order, The Charlatans e Oasis. È proprio dal vivo che si può cogliere tutta l'irruenza della loro musica, una libera interpretazione della psichedelia che colpisce con potenti vibrazioni e fa ballare, nonostante sia principalmente basata sulle chitarre.
Nel 2002 esce un altro EP, "The People", e poi l'attesissimo album di debutto: "The Music", ispiratissimo, si abbatte sulla scena rock come una tempesta elettrica vendendo mezzo milione di copie in tutto il mondo - e dire che i quattro a questo punto hanno sì e no 18 anni. Quando l'onda di entusiasmo comincia a scemare, dopo la serie di concerti del 2003 con tanto di tour in America, la band è già al lavoro per il secondo disco.
A maggio 2004 i The Music fanno un clamoroso ritorno live suonando all'Homelands Festival e poi entrano negli studi di registrazione di Atlanta insieme al produttore Brendan O'Brien (Rage Against The Machine, Soundgarden, Pearl Jam). Pochi mesi dopo "Welcome To The North" è pronto, anticipato dal singolo "Freedom Fighters". Questa volta la critica è meno compatta nelle lodi, perché il disco, il classico disco di passaggio, è rabbioso e coraggioso, ma mostra qualche piccola smagliatura. Si intuisce comunque che i quattro, in futuro, potrebbero davvero rivoltare il rock come un calzino.