The Raveonettes

The Raveonettes

Da Copenhagen alle stelle, passando per un garage rock ruvido ruvido. Alla faccia di una nazione dove la musica alternative è una specie di UFO.
I Raveonettes, Sune Rose Wagner e Sharin Foo, sono la risposta danese a chi sostiene che non farai mai strada se non nasci al centro delle novità musicali: basta andare a cercarsele, le novità, senza paura di girare un po' il mondo.
Sune cresce a dosi massicce di Bob Dylan, Dire Straits e Buddy Holly, fino a "Daydream Nation" dei Sonic Youth. E nel 1998 va negli States.
Sharin (un quarto di sangue cinese) ascolta dai Beatles ai Velvet Underground, viaggia moltissimo e passa 6 mesi in India a studiare la musica qawwali e il dhrupad, il più antico stile della musica classica indù.
Prima dei Raveonettes, Sune e Sharin si conoscono, frequentano gli stessi amici, condividono la stessa voglia di fare musica. Natale 2001: i Raveonettes registrano "Whip It On", il loro EP d'esordio, presso il Once Was & Sauna Recording Studio (uno studio già di proprietà della Sony a Copenhagen).
Sune (chitarra, voce e strumenti vari) e Sharin (basso e voce) lavorano con batterie campionate, senza overdub, in un'unica sessione e seguendo 5 regole fondamentali: 1) tutte le canzoni sono in Si bemolle; 2) non più di tre accordi per brano; 3) nessun piatto della batteria deve essere utilizzato; 4) tre minuti la durata massima del pezzo; 5) la spontaneità alla base di tutto.
Il risultato è un tributo al sound primordiale dei Cramps, al rumore e al feeling dark degli anni Ottanta, ai Jesus & Mary Chain, ai gruppi al femminile degli anni Sessanta, al suono ronzante dei Suicide, naturalmente, a Phil Spector, padre dell'originale 'Wall of sound'.
Inciso il primo album è già tempo di live: Manoj Ramdas alla chitarra e Jakob Hoyer alla batteria sono l'ideale per portare i Raveonettes sul palcoscenico. Ed è a questo punto che la sorte ci mette del suo: David Fricke, celebre critico di Rolling Stone, assiste per caso a una delle loro prime esibizioni, se ne innamora e li sdogana presso un pubblico più vasto grazie a una recensione entusiasta.
Poco tempo dopo un altro grosso nome entra nella vita dei Raveonettes: Richard Gottehrer, mitico produttore di Blondie, Go-Go's, Marshall Crenshaw e molti altri ancora. Insieme registrano tre nuove canzoni, presentate nel luglio 2002 nel corso degli show al CBGB, mecca newyorkese della musica punk.
E l'anno successivo esce l'album di debutto, "Chain Gang Of Love. A differenza dell'EP, registrato in tonalità Si minore bemolle, per il CD hanno scelto il Si maggiore bemolle e una copertina che cita la locandina di "Black Rebel Motorcyle Club" (in Italia "Il Selvaggio") con Marlon Brando.
Dopo l'uscita del singolo"Love In A Trashcan" arriva "Pretty In Black" (2005); chiuso in uno studio di registrazione a Londra, Sune ha lasciato che venisse fuori il suo modo di comporre semplice ed elegante dimenticandosi delle 'regole' che aveva seguito per i dischi precedenti.
L'estate vede i Raveonettes in giro per i festival d'Europa, partendo dalla loro terra d'origine con il Roskilde Festival per finire con Makasinit Fashion Event in Finlandia, passando per l'Italia dove in giungo aprono i concerti di Beck.