The Sex Pistols

The Sex Pistols
  • Punk, British Punk, Alternative/Indie
  • Anarchia, distruzione, volgarità e violenza alla stato puro. I Sex Pistols sono stati la più grande icona [... altro]

Anarchia, distruzione, volgarità e violenza alla stato puro.
I Sex Pistols sono stati la più grande icona dell'ondata punk del '77, oltre che uno dei più influenti gruppi punk britannici, il cui mito si è rafforzato anche dopo il loro scioglimento. Con un solo album in studio pubblicato e una carriera di soli tre anni, i Sex Pistols rimarranno nella storia per la frattura dal movimento rock'n' roll, e per lo scompiglio mediatico che accompagnò costantemente la loro parabola. L'anno ufficiale di nascita del gruppo è il 1975, ma già nel 1972 la band inizia a suonare nell'underground londinese con una formazione che vede solo Paul Cook e Steve Jones come membri del futuro organico. Il destino della lineup è legato ad un negozio di abbigliamento fetish del quartiere Chelsea, conosciuto come "Let It Rock", di proprietà di Malcolm Mclaren, futuro manager della crew, che al tempo si fa chiamare The Swankers. All'inizio del 1975 Glen Matlock, commesso della ribattezzata "Sex Boutique", viene reclutato da Mclaren come bassista. A lui si unirà qualche mese più tardi John Lydon alla voce, detto 'Rotten' per via del suo aspetto poco salutare. Benché non avesse mai cantato, Rotten viene chiamato dallo stesso Mclaren per una sorta di scelta di marketing (la prima di una lunga serie): il suo look trasandato e il suo modo di fare incarnano perfettamente il target del Sex, ed è proprio in seguito all'arrivo di Johnny che le vendite del negozio salgono vertiginosamente: tutta la Londra "contro" comincia a vestirsi alla maniera degli Swankers, con giubbotti borchiati, pantaloni di pelle e capelli ribelli dai colori improbabili. La successiva mossa di Mclaren è quella di cambiare il nome alla band: il 6 novembre 1975 al Saint Martins College per la prima volta i Sex Pistols si esibiscono davanti ad un pubblico, ma vengono cacciati prima della fine della prima canzone. I live dei Pistols sono caratterizzati da violenze e volgarità sia nei confronti del pubblico che di se stessi. Alla fine del 1976 la band parte per il primo grande tour inglese, durante il quale partecipa al primo punk festival londinese in compagnia di band come Buzzcocks e Clash. Nonostante le scarse doti musicali dei quattro l'industria discografica comincia a interessarsi ai Sex Pistols: è EMI la prima etichetta per cui la band firma un contratto di 40.000 sterline, e con la quale vede la luce il primo grande singolo di Rotten e compagni: il 26 novembre 1976 viene pubblicato "Anarchy In The U.K.", brano pieno di rabbia ed energia, che delinea fin da subito la direzione artistica che il gruppo avrebbe intrapreso. L'impronta musicale e l'atteggiamento strafottente attirano l'attenzione del paese sulla band, che in quel periodo colleziona comparsate radiofoniche al limite della decenza, apparizioni televisive scandalose che terminano con la rottura del contratto con EMI. Nel febbraio del 1977 Matlock esce dal gruppo, sembra per divergenze soprattutto attitudinali con Rotten: il suo posto viene preso da Sid Vicious, all'anagrafe Simon John Ritchie, il quale, benché non sapesse minimamente suonare il basso, entra subito nelle grazie di Mclaren per il suo comportamento pazzoide e l'attitudine autodistruttiva. L'arrivo di Vicious, inventore del 'pogo' nei concerti, rappresenta il primo sintomo dell'imminente naufragio artistico della band, ormai trasformatasi più in fenomeno da baraccone per la gioia del loro manager Mclaren, che seppe sfruttare al meglio questa situazione. Un altro personaggio molto significativo entra in gioco a questo punto: si tratta di Nancy Spungen, prostituta ed eroinomane originaria di New York, che distrugge definitivamente la già fragile personalità di Vicious. Il passo successivo li vede firmare per Virgin Records, etichetta che di lì a poco avrebbe pubblicato il secondo singolo della loro poco prolifica carriera. "God Save The Queen" esce il 27 maggio 1977 e subito alimenta una serie interminabile di polemiche, visto l'esplicito riferimento alla "fascista monarchia inglese". Il brano arriva fino alla prima posizione delle chart inglesi, ma subisce un vero e proprio boicottaggio mediatico. Nulla sembra comunque fermare l'impeto dei quattro, che tra marzo e giugno dello stesso anno si rinchiudono nei Wessex Studios di Highbury e ne escono con "Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols", primo e unico full length della band, che fin dalla sua uscita discografica il 28 ottobre 1977 riceve critiche positive dalla stampa inglese, nonostante il disco contenga ben poche tracce inedite, e somigli più ad una raccolta di singoli. L'album viene presentato anche negli Stati Uniti con un tour, iniziato nel gennaio del 1978, caratterizzato da una pessima organizzazione e da continui scontri con forze dell'ordine, fans e chiunque capiti nei paraggi di un'esibizione dei quattro. Il primo a non tollerare più la situazione è Johnny Rotten, che il 17 febbraio 1978 lascia la band, infuriato soprattutto con Mclaren, come ribadirà in seguito in numerose interviste. Poco più tardi anche gli altri componenti gettano la spugna: i Sex Pistols si sciolgono definitivamente nel dicembre del 1979. Rotten inizia un procedimento legale contro Mclaren per le numerose truffe subite e per il mancato pagamento dei diritti d'autore nei confronti della band. Intanto fonda i Public Image Ltd, con cui scala dapprima le classifiche UK con il singolo "Public Image", e pubblica poi l'album "Metal Box" che riscuote un discreto successo. Vicious invece si trasferisce a New York dove intraprende una carriera solista con la sua ragazza come manager. Il binomio non dura molto: Il 12 ottobre 1978 Nancy Spungen viene trovata morta nella sua stanza del Chelsea Hotel di New York con delle ferite di coltello allo stomaco e vestita solo della biancheria intima. Vicious confessa l'omicidio ma la sua dichiarazione lascia molti dubbi su come siano andati realmente i fatti. Gli stessi Mclaren e Rotten confermeranno in seguito di non aver mai creduto alla versione dell'omicidio per mano di Vicious. Ma anche la meteora del 21enne bassista si sarebbe spenta da li a poco: il 2 febbraio 1979 Sid Vicious muore suicida per un'overdose di eroina avvenuta dopo una festa per celebrare il suo rilascio dal carcere, consacrandone definitivamente il mito del musicista dannato. Per molti anni la storia dei Sex Pistols ha vissuto all'ombra di questi travagliati eventi, ricordati più per i fatti di cronaca che per l'importanza musicale del loro lavoro. Dopo un paio di reunion datate 1996 e 2003, la band viene ufficialmente introdotta nella "Rock'N'Roll Hall Of Fame" il 24 febbraio 2006. Gli anni passano ma lo stile dei 3 superstiti rimane immutato: Rotten e compagni declinano l'invito, definendo la Hall Of Fame come Hall Of Shame (gioco di parole da fame cioè "fama" a shame, "vergogna"). La traccia più profonda lasciata comunque dai Sex Pistols è nonostante tutto musicale, viste le innumerevoli band che ne hanno fatto un'ispirazione anche a molti anni di distanza.
Nel 2007, in occasione dei 30 anni dall'uscita dell'unico disco della band, viene ristampato "Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols". Per concludere l'anno in bellezza Rotten, Jones, Matlock e Cook si riuniscono e si esibiscono per 7 live in Inghilterra e altri a Los Angeles, ma la vera notizia è l'annuncio della loro partecipazione a diversi festival europei tra cui l'Isle of Wight Festival, il Sziget Festival e l'Heineken Jammin' Festival 2008.