The Streets

The Streets

Hip hop all'inglese.
Sembra il nome di una band, invece nasconde un solo componente: The Streets è l'alter ego musicale di Mike Skinner, un tipo che nel 2002 debutta con un album bomba e diventa il più autorevole interprete del panorama hip hop d'oltremanica.
Mike ha poco a che spartire con la bling bling culture e con il gangsta rap e non è neppure il primo britannico a rimare sulla base di pezzi garage. Quasi stupisce come riesca a mettere insieme da solo una musica così convincente. Però lo fa e tanto basta.
Nato nel 1980, si procura la sua prima tastiera quando ha solo 5 anni. Una volta adolescente costruisce il suo studio di registrazione casalingo (vive a Birmingham) e mentre compone musica hip hop e garage lavora nelle catene di fast food in attesa di tempi migliori.
Spedisci un demo qui e uno là, finisce che alla fine del 2000 l'etichetta Locked On gli offre la possibilità di pubblicare un suo pezzo fatto in casa, "Has It Come To This?". Risultato: l'anno successivo il singolo guadagna la top 20 inglese e garantisce il via libera alla pubblicazione di un album intero, cioè "Original Pirate Material". Il disco esce nel 2002, fa il botto in tutto il Regno Unito e convince l'etichetta Vice a esportarlo negli Stati Uniti.
Intanto fioccano i riconoscimenti ufficiali: "Original Pirate Material" ottiene una nomination ai Mercury Music Prize, un premio prestigioso nel Regno Unito (tra gli ultimi vincitori: Ms Dynamite, Badly Drawn Boy, Gomez e PJ Harvey) a cui concorrono i migliori 10 album dell'annata in un'unica categoria, a qualunque genere essi appartengano.
Inoltre, il disco fa il pieno di nomination ai Brit Award del 2002 e convince i critici di NME a incoronarlo fra i migliori 5 album dell'anno (seguono a ruota gli entusiasmi di Rolling Stone, Spin Magazine, The New York Times, Blender, USA Today e via di questo passo).
A maggio del 2004 il miracolo si ripete: il nuovo singolo ("Fit But You Know It") raggiunge la quarta posizione in patria e diventa contemporaneamente il suo brano più venduto e il suo più alto debutto in classifica. Insomma: niente di meglio per il lancio del secondo album, "A Grand Don't Come For Free" (uscito a maggio 2004). Il disco conferma l'accento cockney che lo contraddistingue, la sua vena autobiografica e il suo modo tagliente di guardare alla sgangherata gioventù inglese, tutta videogame, alcolici e droghe. Conferma anche il gradimento di pubblico e critica e questo non è un dettaglio secondario, anche perché nei due anni successivi Mike Skinner diventa un'autentica celebrità e può gettarsi con entusiasmo in tutti gli eccessi del caso.
Finisce tutto nel suo terzo lavoro con lo pseudonimo The Streets: "The Hardest Way To Make An Easy Leaving" (2006) è un viaggio attraverso il lato oscuro della celebrità, fra droghe, attacchi di panico indotti dall'alcol e riusciti tentativi di sembrare presentabile dopo una notte di sesso selvaggio. Per il quarto disco di inediti, "Everything Is Borrowed", bisogna aspettare la fine dell'estate 2008. L'album, preceduto dal singolo "The Escapist", ha una natura più sperimentale dei lavori precedenti, anche se rimangono la ricercatezza e la cura maniacale dedicata ai beat.