The Strokes

The Strokes: ultimi video musicali

The Strokes - You Only Live Once

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The Strokes - All The Time

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The Strokes - Someday

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The Strokes - Juicebox

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The Strokes - Last Nite

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The Strokes - The End Has No End

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The Strokes - Reptilia

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The Strokes - Hard To Explain

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The Strokes

Fisici ed emozionanti: il dogma del rock.
New York, fine anni Sessanta: tutto inzia con i Velvet Underground. New York, anni Settanta: da posti come il CBGB e il Max's Kansas City spuntano Ramones, Blondie, Talking Heads, Television. Poi poco (tolti i fondamentali Sonic Youth, negli anni Ottanta).
New York, anni Novanta: gli affitti dei garage sono troppo cari perché qualcuno suoni garage rock. Almeno fino al 1998, quando tre adolescenti di ottima famiglia, tutti di Manhattan e compagni all'esclusiva e odiata Dwight School, decidono che il rock ha bisogno di loro (e loro del rock. Funziona così).
Julian Fernando Casablancas, cantante nato nel 1978, è figlio di John Casablancas, boss dell'agenzia di moda Elite, la più importante del pianeta. I due non si amano molto, ma il mondo di Julian è questo. Fabrizio Moretti, batterista classe 1980, tradisce chiare origine italiane (pare di Castellazzo Bormida, provincia di Alessandria) e così anche Nick Valensi, chitarrista. Ai tre si aggiungono il bassista Nikolai Fraiture, altro pargolo di Manhattan, e per ultimo il chitarrista Albert Hammond Jr., trapiantato da Los Angeles per frequentare il corso di cinema della New York University; Albert aveva già incontrato Julius anni prima all'Institut Le Rosey, un collegio svizzero dove si tentava di cavar loro i grilli dalla testa. Con scarso successo.
Il nome The Strokes salta fuori nel 1999. Il gruppo è ormai pronto per spiccare il volo, a settembre esordisce live al The Spiral, poi per un anno e mezzo suona in tutti i locali che trova nell'underground della città, fino ai concerti del dicembre 2000 al Mercury Lounge e al Bowery Ballroom (in occasione del quale trovano un manager solo due anni più grande di loro, Ryan Gentles). A questo punto gli Strokes sono già un fenomeno, solo che il mondo ancora non lo sa.
Un demo con tre canzoni attraversa l'Atlantico sul filo del telefono e fulmina Geoff Travis, che sta giusto resuscitando la sua storica etichetta Rough Trade: nel gennaio 2001 esce l'EP "The Modern Age". L'Inghilterra impazzisce e un mese dopo gli Strokes prendono un aereo e vanno lì a cavalcare l'onda. Il tour britannico riscuote un grande successo e NME incorona i cinque le nuove stelle del rock. Idem per la stampa americana, che finalmente si sveglia: Time Out New York, The Village Voice, Paper e per due volte in un mese Rolling Stone.
Il gruppo suona di spalla ai Doves e poi insieme a Guided By Voices e And You Will Know Us By the Trail Of Dead. È il momento di fare sul serio. Gli Strokes entrano in studio e incidono "Is This It", prodotto da Gordon Raphael. La copertina del disco – una signorina nuda di profilo, con mano guantata sulla natica, tutto molto Helmut Newton – irrita i benpensanti, ma è una polemica da due lire (anche se esce una copertina castigata). Partono le disquisizioni teoretiche ("E' rock o è una bufala?"), fatto sta che il disco è semplicemente straordinario. Un po' Velvet Underground, un po' Smiths e Stooges, un po' tutte le band di cui sopra. Gli Strokes diventano star mondiali, un fenomeno di culto e moda (tra l'altro, Moretti si fidanza con Drew Barrymore). E New York torna ad essere il posto più fico per fare rock'n'roll.
Il resto dell'anno e il 2002 sono spesi a infiammare platee in giro per il mondo, tra un festival di Reading e uno di Leeds, tra date con i White Stripes e concerti con i Weezer. Gli Strokes si portano a casa anche tre NME Carling Awards del 2001: miglior band in generale, miglior band emergente e disco dell'anno.
A marzo 2003 si chiudono in studio per registrare il secondo LP, prima insieme al produttore-genio Nigel Godrich (Beck e Radiohead, per fare due nomi), poi ancora con Raphael. Il singolo "12:51" apre le danze anticipando l'uscita a fine anno di "Room On Fire": mezz'ora di rock asciutto e affilato e i dubbi sulla tenuta degli Strokes vanno in fumo (che meraviglia le chitarre à la Television del secondo singolo "Reptilia", uscito nel 2004).
Casablancas e soci si mettono on the road, in compagnia dei Kings Of Leon e di Regina Spektor, con la quale incidono il pezzo "Modern Girls And Old Fashioned Men", inserito come b-side nel singolo di "Reptilia". Al terzo singolo "The End Has No End" viene invece abbinata una cover live dei Clash, "Clampdown".
Sul finire del 2004 la band lavora sull'idea di pubblicare un live, ma poi il progetto è accantonato. All'inizio del 2005 Casablancas sposa Juliet Joslin, figlia del manager del gruppo, mentre Fraiture diventa papà di una bambina. Nel frattempo gli Strokes hanno allestito uno studio di registrazione tutto loro, dove si rintanano per incidere il terzo LP insieme al produttore David Kahne (Raphael provvede solo a tre canzoni); il materiale viene mixato dalle mani sapienti di Andy Wallace.
In ottobre i cinque tornano a suonare dal vivo con tre concerti in Brasile, Argentina e Cile, e ne approfittano per testare qualche nuovo pezzo. Il disco è presentato ufficialmente con una serie di showcase in Europa, Australia, Giappone e America del Nord. Dopo il singolo "Juicebox", il 30 dicembre del 2005 (in America invece il 3 gennaio 2006) esce "First Impressions Of Earth". Per gli Strokes è la prova del nove.
All'inizio del 2006 parte il tour americano, a cui seguono date in tutto il mondo. Durante l'estate la band è ancora in giro per i live e nel frattempo dà alle stampe anche il singolo "You Only Live Once" che come B-side ha una chicca: "Mercy Mercy Me" che vede la partecipazione di Eddie Vedder e Josh Homme. Dopo un piccola pausa estiva e una nomination agli MTV Europe Music Award, si riparte e si torna casa solo alla fine dell'anno, giusto in tempo per le vacanze di Natale. Dopo un anno passato in tour i componenti della band si dedicano ai propri progetti solisti per quasi tutto il 2007 e poi di prendono una lunga meritata pausa. All'inizio del 2008 arriva però la notizia che tutti aspettavano: gli Strokes si sono rimessi al lavoro e stanno preparando il loro disco numero 4.