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I The The sono Matt Johnson. E Matt Johnson è i The The. Autore di pochi, rari e preziosi dischi tra Ottanta e Novanta, e oggetto di un culto sotterraneo, raffinato e snob, Matt Johnny è la quintessenza del movimento post punk british. E i The The la sua diretta emanazione.
Matt Johnson nasce nel 1951 nel cuore di Londra, dove il padre ha un pub frequentato da musicisti e malavitosi e dove il piccolo Matt cresce sulle assi di legno del pavimento quando non è nel club dello zio a guardare da vicino gente del calibro di Howlin' Wolf, Kinks e Muddy Waters. Con questa pappa per infanti è normale che Matt formi la sua prima band a 11 anni (i Roadstar) e appena teenager sia già negli studi di registrazione della DeWolfe come assistente all'ingegnere del suono. Prima di formare di The The c'è anche l'esperienza nei Marble Index ma poi l'incontro con Keith Laws, uno dei primi maghetti del sintetizzatore, gli cambia la vita: l'esordio è come gruppo spalla di Scritti Politti, e il primo singolo "Controversial Subject" esce nel 1980 per la 4AD. Nello stesso anno i The The partecipano alla compilation "Some Bizzare Album" mentre Matt suona anche la chitarra nei Gadgets ("Gadgetrees" e "Love Curiosity Freckles And Doubt"): uno strabismo nelle collaborazioni disordinate che segnerà tutta la carriera sua e dei The The.
Il 1982 è l'anno di "Burning Blue Soul" album pubblicato come disco solista di Matt Johnson per questioni legate agli accordi con la label ma che in realtà è a tutti gli effetti il primo LP dei The The della cui lineup fanno parte numerosi musicisti del movimento post punk inglese tra cui i Wire, altra band di culto carsico di quegli anni. Dallo stesso anno è chiaro anche che ormai i The The non sono altro che il progetto solista, mascherato, di Matt Johnson, che da questa data si circonderà di una girandola infinita di musicisti e collaboratori tanto instabile quanto preziosa e clamorosa. "The Pornography Of Despair" è pronto per la pubblicazione nello stesso 1982 ma Matt Johnson decide che non è soddisfatto del risultato e appena prima di andare alle stampe dei vinili blocca tutto, confermando il suo caratteraccio e la sua irriducibile difficoltà a ragionare secondo le logiche del music business.
Ma i primi fedeli fans devono attendere solo un anno per il nuovo album: "Soul Mining" (con il singolo "This Is The Day" registrato con Zeke Manyika degli Orange Juice, Jools Holland al piano e un altra leggenda di culto come Thomas Leer) è il manifesto del periodo, con incroci di dance come "Giant", funky soul ("Perfect") e variazioni spiazzianti come il trio di "I've Been Waiting For Tomorrow", "This Is The Day" e "Sinking Feeling". La visione sociopatica di Matt Johnson è già in embrione in questo album ma trova il suo compimento nel successivo "Infected", predica contro la decadenza della moderna società inglese: "Sweet Bird Of Truth" si scaglia contro l'imperialismo delle grandi potenze, la title track parla dell'Aids proprio negli anni caldi della sua diffusione, "Heartland" è il canto del cigno della decadenza britannica. Una visione disperata e apocalittica dei mali del secolo che ben poco ha a che spartire con le prime prove, introverse e cantautorali, di Matt Johnson e dei The The. Al disco partecipano personaggi celebri della musica britannica come Neneh Cherry, Anne Dudley degli Art Of Noise, Steve Hogarth dei Marillion e Roli Mosimann degli Swans.
"Mind Bomb" esce (stranamente per i ritmi soliti) appena un anno dopo, nel 1989, con Matt Johnson che si circonda di altri nomi clamorosi come quello di Sinead O'Connor, dell'ex chitarrista degli Smiths Johnny Marr, di James Eller e dell'ex batterista degli ABC Dave Palmer.
È probabilmente il punto più alto della parabola dei The The, nell'equilibrio di nomi che danno sostanza musicale e in quello dei testi, sempre corrosivi dei miti del tempo contemporaneo. "Armageddon Days Are Here" è l'apologia della fine del mondo a causa dei propri mali, "The Beaten Generation" l'arringa autoaccusatoria di un angry young man, "Kingdom Of Rain" vive di toni crepuscolari esattamente come "August And September". Sono pezzi indimenticabili per chi segue le vicende dei The The e di Matt Johnson tanto quanto "Gravitate To Me" e "The Violence Of Truth" in cui il tono cantautorale di Johnson langue tra rimpianto e amarezza, dolore e struggimento.
"Mind Bomb" è probabilmente il capolavoro dei The The e di Matt Johnson, soprattutto se confrontato con il successivo "Dusk" che nonostante 3 major hits come "Love Is Stronger Than Death", "Slow Emotion Replay" e "Dogs Of Lust" segna il prosciugamento del tappeto sonoro e dei testi, che tornano all'essenzialità esistenziale senza slanci di rabbia astratta e furente. È la prima battuta d'arresto anche nelle vendite, che Johnson prova a rianimare con uno strano progetto di cover in omaggio al musicista country Hank Williams: pubblicato nel 1995, "Hanky Panky" è senza dubbio disco raffinato e di gran classe (a cominciare dalle collaborazioni di Eric Schermerhorn alla chitarra, D.C. Collard alle tastiere, Jim Fitting all'armonica e Brian MacLeod alla batteria e senza dimenticare il successo del singolo "I Saw The Light") ma non ha veramente nulla a che spartire con i The The conosciuti fino a quel momento e con la storia discografica di Matt Johnson.
Dopo questo scarto di direzione bisogna attendere ben 5 anni di silenzio quasi assoluto prima di ritrovare un titolo dei The The: "NakedSelf" vede la luce nel 2000 e riallaccia il filo con le tematiche più vive della discografia di Matt Johnson. "Boiling Point", "Voidy Numbness", "Global Eyes" hanno ben poco di strumentale, asciutte come sono nella loro semplice struttura testuale che riporta all'osso scarno e puro gli astratti struggimenti di Matt Johnson.