The Thrills

The Thrills

La perfetta rock band del nuovo millennio.
Canzoni perfette, attitudine perfetta, fonti perfette (Beach Boys, Neil Young, Bob Dylan, Burt Bacharach, e tra i maestri recenti Beck, Air, Strokes), nome perfetto (ispirato un po' alle girl band anni Sessanta di Phil Spector, un po' al capolavoro di Michael Jackson).
La storia dei Thrills inizia nel quartiere Black Rock di Dublino ed è l'esito inevitabile dell'amicizia di Daniel Ryan e Conor Deasy, vicini di casa da sempre, ma più ancora amici incollati l'uno all'altro dalla passione ossessione per la musica californiana. Quando compiono 15 anni, coinvolgono i compagni di scuola Ben Carrigan e Kevin Horan, a cui in seguito si aggiunge anche Padraic McMahon, contattato attraverso sua sorella.
Il biennio che segue è tutto speso a imparare a suonare gli strumenti (in ordine di citazione, rispettivamente: chitarra e basso, voce e armonica, batteria, tastiere/hammond/pianoforte, basso e chitarra), a scrivere musica, a trovare l'affiatamento necessario per fare qualcosa di concreto e a sognare il sole della costa sul Pacifico.
1999: i cinque - tutti coetanei (leva 1979), tutti trivellati dal tarlo della musica della West Coast anni '60 e '70 - mollano la solita sala prove piena di spifferi e si trasferiscono a San Diego per 4 mesi. Affittano una casetta di due stanze di fronte alla spiaggia, si mettono comodi su un paio di divani vista mare e lasciano che la musa faccia il suo lavoro. L'esperimento funziona: quando il gruppo torna a Dublino si sente diverso, motivato e ispirato.
Nel 2000 i Thrills vanno a San Francisco per un rapido richiamo di vibrazioni assolate, poi si isolano da tutto fino a quando non hanno approntato il loro primo demo. Nel 2001 firmano un contratto con la minuscola etichetta Supremo, ma il sodalizio dura poco. Nel 2002 le cose cominciano comunque a girare: qualche concerto azzeccato fa parlare di loro tra gli addetti ai lavori. Addirittura Bono degli U2 si fa mentore della band, seguendoli discretamente e prodigando consigli.
Ma il vero profeta di grandezza è niente meno che il magnifico, elusivo, irraggiungibile (quasi) Morrissey, cantante dei magnifici Smiths. Uno che ha fatto la storia. Morrissey, dietro lungimirante spifferata, un giorno raggiunge i Thrills in sala prove e rimane soddisfatto da quello che sente al punto di invitare i ragazzi – fan assatanati degli Smiths – a fargli da spalla in qualche data. Un'occasione eccezionale, che vale una carriera intera.
A settembre i cinque irlandesi salgono sul palco della Royal Albert Hall di Londra aprendo il concerto di Morrissey.
La strada è spianata: poco dopo i Thrills si ritrovano a Los Angeles, impegnati a registrare il loro disco di debutto sotto il controllo del produttore Tony Hoffer (Air, Beck, Smashing Pumpkins). Il primo assaggio del sound del gruppo è l'EP a tiratura limitata "Santa Cruz (You're Not That Far)", pubblicato a novembre 2002. A dicembre i Thrills suonano una manciata di date in Inghilterra, poi tornano in Irlanda e con l'anno nuovo si rituffano nella lavorazione del debutto; a maggio la band sbarca in Giappone per un tour forzato di impegni promozionali.
I due singoli "One Horse Town" (licenziato in marzo e adottato dalla radio alternative di Londra XFM) e "Big Sur" (con tanto di assolo di banjo e video girato a Los Angeles) portano a sfrigolante temperatura di ebollizione le attese che assediano l'ensemble. Finalmente, a giugno esce il disco "So Much For The City": saturo come se ci suonasse un'orchestra intera e irresistibile nelle sue melodie, è una sorprendente prova di maturità tecnica e compositiva.
I cinque irlandesi ripartono subito in tour, in giro per l'Europa, e in agosto hanno l'onore di aprire i concerti dei Rolling Stones.