Timoria

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Timoria

I Timoria sono (stati?) una realtà importante del rock made in Italy.
Il loro viaggio inizia nel 1988, quando, dopo alcuni anni trascorsi suonando con il nome di Precious Time, finalmente con il monicker Timoria pubblicano il loro primo singolo: si tratta di "Signornò", un brano dal contenuto fortemente antimilitarista, dedicato ad Amnesty International. Partecipano alla manifestazione Rock Targato Italia (che li porta ad incidere un mini-LP intitolato "Macchine e Dollari") e alla compilation "Scorribande" con il brano "L'Altra Via", omaggio al 40° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La formazione del gruppo non è ancora quella definitiva: mancano Enrico Ghedi, impegnato a singhiozzo per motivi di militare, e Carlo Alberto Pellegrini, che arriverà l'anno dopo al posto di Davide Cavallaro.
Nel 1990 esce "Colori Che Esplodono", il primo vero album del gruppo, guidato dalla sapiente produzione di Gianni Maroccolo (ma nei credit figurano altri due futuri C.S.I., Giorgio Canali e Francesco Magnelli, entrambi allora coinvolti nel progetto Litfiba). Il disco riscuote un buon successo tra gli addetti ai lavori, tanto da classificarsi sesto nel referendum annuale della critica musicale.
L'anno seguente inizia con un'insolita quanto coraggiosa partecipazione dei Timoria al Festival di Sanremo, dove il gruppo propone "L'Uomo Che Ride": eliminati dalle giurie già nel corso della prima serata, i Timoria smuovono qualcosa tra gli addetti ai lavori, visto che i giornalisti decidono su due piedi di istituire un premio della critica e lo assegnano subito al gruppo. A marzo esce il secondo album, "Ritmo E Dolore", ancora una volta prodotto da Gianni Maroccolo.
Il 1992 segna un cambiamento importante proprio alla produzione: esce Gianni Maroccolo, entra Maurizio Zappatini. Il nuovo "Storie Per Vivere" alla fine non soddisfa troppo né il gruppo né il pubblico, nonostante la presenza di ottimi brani come "Sacrificio" e "Atti Osceni", o l'iniziale "Non Siamo Solo Noi" dedicata a Freddie Mercury. L'LP viene ripubblicato in un secondo tempo, con in aggiunta una canzone ("Male Non Farà") firmata da Ligabue; in cambio, i Timoria aprono 11 date del tour Lambrusco E Popcorn del Liga.
Nell'ottobre del 1993 esce "Viaggio Senza Vento", un importante concept-album prodotto in proprio e realizzato con la presenza di ospiti famosi come Eugenio Finardi, Mauro Pagani e Candelo Cabezas. Il lavoro viene accolto come il migliore dei Timoria e permette al gruppo di aggiudicarsi il primo disco d'oro della sua carriera.
Dopo due anni esce "2020", ancora una volta scritto e arrangiato dagli stessi Timoria. Il gruppo viene inoltre chiamato a partecipare al tributo ad Augusto Daolio, lo scomparso leader dei Nomadi, per il quale incide la classica "Io Vagabondo" insieme a Gianna Nannini.
Nel 1996 Omar Pedrini pubblica "Beatnik", il suo primo album solista; l'anno dopo la band incide "Eta Beta", che vede la partecipazione di ospiti come Leon Mobley (Ben Harper), Dave Fuczinsky (John Zorn, Freak Power) e Luca 'Zulu' Persico dei 99 Posse. Il disco risente di contaminazioni transalpine, proponendo la cover di "Zobi La Mouche" dei Negresses Vertes e un brano cantato in francese, intitolato "Europanic".
Nel 1998 esce "Senza Tempo", antologia che celebra i 10 anni di carriera della band bresciana con un'originale retrospettiva, nella quale trovano posto i classici del gruppo accanto a brani in versione live o alternate takes e a vere e proprie rarità. Per i Timoria è un importante momento di passaggio, che si conclude con l'uscita dal gruppo del cantante Francesco Renga; entra Sasha Torrisi, cantante e chitarrista (ma al microfono poi andrà Pedrini).
A quest'altezza della storia, la formazione è composta da Diego Galeri (batteria), Enrico Ghedi (tastiere), Illorca (Basso), Filippo Ummarino (percussioni) e, appunto, Torrisi e Pedrini. L'occasione per presentare ai fan i nuovi Timoria è il Brescia Music Art, una kermesse di arti meticciate organizzata da Omar.
L'anno dopo esce "Timoria '99", composto da 12 canzoni; nel 2001 "El Topo Grand Hotel" segna il ritorno al concept espresso in "Viaggio Senza Tempo": prosegue il cammino del protagonista Joe, senza dimenticare l'ansia che affligge la sua 'generazione senza vento'. Un viaggio per cercare: in un viaggio, ancora, la risposta, attraverso un percorso che incrocia strade, città, continenti, pianeti.
Nel 2002 i Timoria tornano al festival di Sanremo, questa volta in gara tra i big, ma la canzone "Casa Mia" non ottiene il successo sperato, classificandosi all'ultimo posto. Non che, in effetti, la maglia nera di Sanremo significhi molto (Zucchero docet): la band si mette al lavoro come nulla fosse e pubblica "Un Aldo Qualunque Sul Treno Magico". Un album rock, beat e psichedelico, che promette di rilanciare i Timoria e fa anche da colonna sonora dell'omonimo film con Omar protagonista (nel ruolo di un prete!).
A fine agosto 2003 esce "Generazione Senza Vento", doppio live con il quale la band si congeda con i fan. Essì: dopo 15 anni di carriera importante, ricca di momenti entusiasmanti, i Timoria si sciolgono. O meglio: si prendono una pausa di cinque anni (così dice Omar). Intanto il frontman porta avanti il suo progetto solista, mentre Diego e Illorca, con Killa (ex-Zona) alle chitarre, danno vita al progetto Miura.