Titiyo

Titiyo

Titiyo, sorellastra di Neneh Cherry e Eagle-Eye Cherry, si fa conoscere in Italia soltanto con il suo quarto album, “Come Along”, che è comunque un debutto nel suo genere, essendo il primo disco a presentarci una Titiyo dalla voce soul, orientata all'R&B, in un contsto rock.
A partire dalle sue prime produzioni alla fine degli anni '80, Titiyo è sempre stata una tra le artiste svedesi più amate e rispettate. I suoi primi due album si fanno strada sul mercato internazionale attraverso l'etichetta Arista nei primi anni '90. Titiyo vanta successi come “Man in the Moon”, brano da lei scritto nel 1989 e “Never Let Me Go”, la versione '93 originariamente interpretata da Aretha Franklin.
Con soli tre album alle spalle, saldamente radicata nella scena urbana contemporanea R&B e soul, Titiyo inizia ad avere la sensazione persistente che nulla stia succedendo all'interno di questo genere musicale. “Certo, ci sono sempre gli originali che producono cose fresche, ma sembrava che ci fossero troppi dilettanti che si limitavano a replicare formule consolidate e cercavano di nascondere la loro carenza di idee musicali spogliandosi”, afferma Titiyo. Nello stesso arco di tempo scopre il rock ed altre sonorità in cui predomina la chitarra. 'Scopre' gli album dei Soundgarden e Chris Cornell, Jeff Buckley e Radiohead. Uno tra i dischi di cui si innamora è il progetto svedese dei Paus, scritto da Peter Svensson (chitarrista e mente musicale dei Cardigans) e Joakim Berg (frontman e autore della band svedese di rock alternativo Kent). “Amavo cosi tanto l'album dei Paus che il mio pensiero iniziale era di farne una versione inglese”, afferma Titiyo.
Ma Peter and Joke hanno altro in mente. Lusingati di essere stati avvicinati dalla più famosa cantante R&B svedese, si offrono di comporre nuovo materiale per lei. Alla fine del 1999, Titiyo e Peter iniziano a lavorare insieme. Uno dei loro obiettivi è quello di inserire la voce della cantante in un contesto musicale completamente diverso che, coincidenza, è esattamente ciò che lei vuole.
Avendo ricevuto il suo terzo Grammy svedese nel 1997 come Best Female Artist per il suo terzo album “Extended” (alla realizzazione del quale ha collaborato anche il fratellastro Eagle-Eye), Titiyo avrebbe potuto facilmente replicare le formule. Invece sceglie di reinventarsi come artista. “Insieme abbiamo creato un sound desolato ed un po' malinconico ma che alla fine conteneva una sensazione positiva. In alcune melodie di Peter c' è quasi un tocco 'asiatico', tanto che mi è risultato insolito cantarle, in senso positivo. Fortunatamente, ho scoperto di potere apportare i testi alla mia vita privata”. L'album prende forma al Tambourine Studio, lo stesso posto in Malmoe, nel sud della Svezia, in cui i Cardigans hanno creato i loro album. Hanno anche usato lo stesso produttore, Tore Johansson, ma le somiglianze con la band di Nina Persson finiscono qui.
Con “Come Along” Titiyo sente di aver fatto un album di cui essere fiera. Ed ha ragione. Sicuramente non è sommersa da una valanga di chitarre. Al contrario, le sonorità lasciano molto spazio alla sua voce soul. L'incontro inusuale di bassi groovy, di una rigida programmazione, di una voce sensuale e di una chitarra innovativa è un modo inconsueto di suonare.