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Toploader: ultimi video musicali

Some Kind of Wonderful

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Let The People Know

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Dancing in the Moonlight

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Just Hold On

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Achilles Heel

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Only For A While

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Time Of My Life

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Just Hold On

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Cosa aspettarsi da una band che si chiama come una tecnica per rollare la cannabis?
I Toploader vengono da Eastbourne, narcotica e deprimente cittadina inglese sdraiata sul mare: una pessima ispirazione per una band rock. La voglia di fuggire, di sognare un'altra vita, anima una combriccola amici ventenni, compagni di sbronze nei pub, che nel 1997 decidono di mettere in piedi un gruppo.
Joseph Washbourn (tastiere), Rob Green (batteria), Dan Hipgrave (chitarre), Matt Knight (basso) e più tardi Julian Deane (chitarre), iniziano suonando in un garage. C'è - da subito - un tocco magico nella loro alchimia musicale. I Toploader cominciano a farsi conoscere esibendosi nei classici localini e nei party da gavetta. Ventilano l'ipotesi di cercare un cantante di ruolo, ma alla fine decidono che proprio Joseph è l'uomo giusto: è carismatico quanto basta ed è cresciuto ascoltando i Led Zeppelin della sorella maggiore, con in più una mamma appassionata di David Bowie.
Esauritasi l'onda lunga di "OK Computer", che assorbe l'attenzione della scena rock inglese per un certo periodo oscurando tutto il resto, i Toploader suscitano un interesse sempre maggiore, grazie al loro rock scintillante e fortemente personale: la Sony li mette sotto contratto già nel 1998, ma poi preferisce farli crescere con un'intensa attività live nel circuito dei club inglesi.
Quando Paul Weller (leader dei seminali e defunti The Jam) li sente suonare, decide di portarseli dietro nel suo tour europeo del 1999, anno in cui esce il singolo d'esordio "Achilles Heel" che vale al gruppo le prime comparse televisive. I fan che li seguono sono sempre più numerosi; i Toploader partecipano ad un concerto benefico con Travis e Stereophonics, poi ai celebri festival rock di Gastonbury e Reading. Il secondo singolo, "Let The People Know", li porta in Top 40.
Nel 2000 arriva la trascinate "Dancing In The Moonlight", che si piazza bene in classifica (per restarci anche nel 2001), mentre il primo singolo scala fino alla posizione numero 8. Tutto è assolutamente perfetto: i Toploader piacciono, vendono, si divertono da impazzire e godono di pronostici favorevoli da parte della critica. L'album di debutto "Onka's Big Moka", energico e coinvolgente, finisce sorprendentemente addirittura al quinto posto delle chart; arriverà a vendere un milione di copie solo in Inghilterra. Nello stesso anno i Toploader compaiono a Top Of The Pops, suonano di spalla a Robbie Williams e a Bon Jovi nel suo tour europeo, sono l'ultima band ad esibirsi nello stadio di Wembley prima della sua chiusura e pubblicano il quarto singolo, "Just Hold On".
Anche il 2001 è incendiario e senza sosta, sul fronte dei concerti, e i Toploader si guadagnano 4 nomination ai Brit Award. Nel 2002 esce "Magic Hotel", il seguito del primo, fortunatissimo LP. Tre canzoni sono registrate in Inghilterra, prodotte da Dave Eringa (collaboratore dei Manic Street Preachers); il resto del disco viene inciso nella luccicante Los Angeles e vanta il tocco dello stimatissimo produttore George Drakoulias, già all'opera con Primal Scream, Tom Petty e Beastie Boys.