Tori Amos

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Tori Amos

Una voce fuori dal comune, una tecnica pianistica impressionante e una genuina ispirazione poetica: ecco Tori Amos, incrocio perfetto fra le meditazioni orchestrate di Kate Bush e la poetica scarna di Joni Mitchell. È lei che ha riportato alla ribalta il pianoforte come strumento rock'n'roll, proprio come nei vecchi e gloriosi anni '70.
Myra Ellen Amos nasce nella Carolina del Nord (Usa) il 22 agosto del 1963. Talento innato, a soli due anni e mezzo comincia a suonare il pianoforte e a cinque, considerata un autentico prodigio della natura, viene iscritta al conservatorio. Le rigide norme del Peabody Institute di Baltimora, però, le stanno troppo strette, dato il carattere indipendente e curioso che la porta a non appagarsi mai di ciò che si chiude entro confini prestabiliti.
Così Ellen viene espulsa dopo sei anni.
C'è chi dice che la goccia che fece traboccare il vaso fu la scoperta, da parte di qualche inorridito insegnante, che la pianista inframmezzasse ai propri esercizi melodie di John Lennon e dei Doors imparate a orecchio.
Scoprendo la musica rock a forma libera, inizia a scrivere le sue canzoni e a esibirsi in piccoli club: per un lungo periodo suona live quotidianamente, sviluppando per gradi quello stile e quella capacità di comunicazione con il pubblico che fanno di lei un vero 'animale' da palcoscenico.
A poco a poco acquista consapevolezza anche della propria sensibilità di compositrice e comincia a inserire nel repertorio i pezzi scritti da lei stessa, a registrarli e a proporli a diverse case discografiche. Ma il momento magico non è ancora arrivato e, dopo aver adottato il nome Tori (consigliatole da un amico) ed essersi trasferita a Los Angeles, decide di provarci mettendo su un gruppo (Y Kan't Tori Read) che nelle intenzioni avrebbe dovuto funzionare come catalizzatore di interesse. Di fatto, invece, il suono impiegato per far presa sul grande pubblico si rivela un'arma a doppio taglio e le delicate melodie proposte da Tori scompaiono tra arrangiamenti trionfalistici che sfociano in un easy-rock di genere.
Confusa sul da farsi, delusa dell'album omonimo prodotto con la band (uscito per Atlantic Records), Tori decide di ritornare sui suoi passi e di continuare a scrivere seguendo ciò che le detta l'ispirazione. Stavolta la scelta si rivela azzeccata: la casa discografica decide di spedirla in Inghilterra, dove il suo sound e la sua vena intimistica possono venire accolti con maggior attenzione, e dove può riprendere a suonare in piccoli club. È qui che presenta l'EP "Me And A Gun", il doloroso racconto di uno stupro da lei stessa realmente subito.
All'inizio del '92 esce l'album d'esordio solista, "Little Earthquakes", che viene accolto in maniera decisamente favorevole sia dal pubblico che dalla critica, e che contiene brani memorabili come "Silent All These Years", "Crucify", "China", e lo stesso "Me And A Gun".
Poco dopo fa capolino l'EP "Crucify", che include 3 cover fra cui "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana e "Thank You" dei Led Zeppelin (suoi idoli di gioventù).
Nel '94 si spalancano le porte del successo grazie al singolo "Cornflake Girl", che raggiunge il quarto posto nel Regno Unito; l'album che lo contiene ("Under The Pink") vola fino al primo, vendendo oltre un milione di copie. Di qui in avanti, nonostante vicende personali difficili (come un aborto spontaneo a cui la cantautrice si riferirà nei dischi successivi) la strada è tutta in discesa, almeno discograficamente. Diventa addirittura un idolo delle discoteche quando, nel 1996, BT remixa il singolo "Professional Widow" (contenuto nel terzo album "Boys For Pele") rendendolo uno dei più gettonati sui dancefloor internazionali. Nel frattempo colleziona 8 nomination ai Grammy Award.
E se "From The Choirgirl Hotel" (1998) e il doppio "To Venus And Back" (1999) non riescono a ripetere in termini di vendite il successo di "Under The Pink", ci consegnano tuttavia la realizzazione di un progetto musicale finalmente decollato.
Nel settembre 2001, Tori torna alla ribalta con "Strange Little Girls", suo sesto lavoro in studio dal concept alquanto particolare: 12 cover di tracce composte e cantate da artisti maschili (da Lou Reed a Eminem, dai Beatles a Neil Young) e interpretate da 13 Tori diverse (sì, perché in una canzone le protagoniste sono due Tori-gemelle).
Il lavoro segna la fine del suo rapporto con Atlantic, a cui segue la firma di un contratto con Epic Records. È su questa etichetta che nell'autunno 2002 esce il nuovo album di materiale inedito, "Scarlet's Walk", un vero e proprio resoconto sulla relazione amorosa che l'artista ha con l'America, il suo popolo, la sua storia e il suo futuro.
Influenzato, come altri suoi contemporanei, dagli eventi tragici dell'11 settembre 2001, ma anche dalle vicende che hanno visto massacrare il popolo pellerossa ad opera degli stessi americani (residuato delle storie che il nonno, un cherokee, le raccontava da piccola), l'LP viene registrato in Cornovaglia, insieme al marito e ingegnere del suono Mark Hawley.
A supporto della nuova release, l'artista si imbarca in un tour che la vede toccare prima l'America e poi le coste del Vecchio Continente fra fine 2002 e inizio 2003.
L'ottavo album in studio ("The Beekeeper") viene registrato nella primavera del 2004, arriva nei negozi all'inizio del 2005 e debutta alla quinta posizione della classifica statunitense: significa che Tori Amos è diventata una delle poche cantanti a essersi conquistata cinque o più debutti in Top10.
Sempre all'inizio del 2005, fra l'altro, Tori Amos pubblica la sua autobiografia: "Piece By Piece" (scritta insieme alla giornalista Ann Powers).
Gli anni successivi proseguono a suon di tour e di raccolte: fra queste ultime sono da ricordare "The Original Bootlegs" (2006, 12 DVD) e "A Piano: The Collection" (sempre 2006).
Poi, a maggio del 2007 ecco il nono album in studio ("American Doll Posse"), ambizioso progetto che mette in campo ben 5 alter ego della cantante, ognuna delle quali tiene il suo blog personale e in modo diverso informa di sé i 23 brani del disco.
Il 28 maggio, a Roma, inizia ufficialmente la tournée mondiale.