Travis

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Il pop dei Travis splende malinconico. Quando nascono a Glasgow nella prima metà degli anni Novanta dalle ceneri dei Glass Onion, Frank Healy, faccia da bambino e cresta punk alla voce, Neil Primrose alla batteria, Andy Dunlop alla chitarra e Dougie Payne al basso sono salutati come i degni successori degli Oasis e i paladini della fresh wave del pop britannico insieme a Cast, Ocean Colour Scene, Kula Shaker ed Embrace.
Scelto il nuovo nome (dal protagonista del film di Wim Wenders "Paris Texas") fine maggio 1996 i quattro ragazzi si trasferiscono in un appartamento a nord di Londra e nell'inverno dello stesso anno, dopo essere stati i primi a firmare un contratto discografico con la neonata Independiente Records gestita da Andy McDonald dopo la sua fuoriuscita dalla Go! Discs, pubblicano l'EP di debutto "All I Wanna Do Is Rock", seguito sempre nel 1997 dal loro secondo singolo, "U16 Girls". Affidati a Ian McAndrew, il manager dei Brand New Heavies, inziano immediatamente a lavorare al loro disco d'esordio "Good Feeling": registrato in brevissimo tempo con la produzione abilissima di Steve Lillywhite, l'album, grazie a singoli come "Happy" e "Tied To The '90s", entra immediatamente nelle Top Ten inglesi e catapulta i Travis all'attenzione del pubblico e dei media come il miglior gruppo emergente nella scena post-britpop.
Noel Gallagher dice che sono il suo gruppo preferito, ma è solo con il secondo LP, "The Man Who", e con una attenta programmazione radiofonica, che i Travis acquistano sempre più popolarità: i singoli estratti dal disco - "Writing To You", "Driftwood", "Why Does It Always Rain On Me?" e "Turn" - diventano gli standard del pop moderno. "Why Does It Rain On Me?" (quella con il video 'della capra morta', per intenderci) diventa l'inno dell'estate 1999 in Gran Bretagna e nello stesso anno, sul palco del festival V99, i Travis annunciano che "The Man Who" è al numero uno della classifica ufficiale inglese, a tredici settimane di distanza dall'uscita. "The Man Who" continua ad andare benissimo, tanto da diventare il disco più venduto da una band britannica nel 1999 in madrepatria, e i quattro ragazzi scozzesi decidono di pubblicare un singolo non contenuto nell'album, "Coming Around", per ricordare il momento storico in cui decisero di lasciare Glasgow per avventurarsi nella swinging London.
I mesi successivi la pubblicazione del secondo disco sono frenetici: i Travis girano il mondo suonando qualcosa come 237 concerti e fanno da supporter con grande successo agli Oasis nelle loro date americane, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo anche in Inghilterra per il tour di "Be Here Now". Nel febbraio del 2000 vincono due Brit Award per il miglior album e per il miglior gruppo britannico. A partire da ottobre dello stesso anno, la band si defila per 6 mesi dedicandosi alla lavorazione del nuovo disco; le incisioni vengono effettuate a Los Angeles sotto la direzione di Nigel Godrich, già produttore dei Radiohead: "The Invisible Band", il loro album numero tre, esce nel giugno del 2001 giusto in tempo per farne un'anticipazione live durante il tour americano di supporto a Dido. Il primo, fortunatissimo singolo estratto dall'LP è "Sing", accompagnato da un video divertente nel quale i quattro Travis si trovano coinvolti in una guerra di torte in faccia in perfetto stile Stanlio e Ollio. Il 2001 è un anno pieno di impegni per la band, che alla programmazione del loro terzo album accompagnano la collaborazione in studio con la cantante Susie Hug, ex Katydids.
L'estate 2002 vede il quartetto obbligato a uno stop: Neil Primrose rimane temporaneamente paralizzato a seguito di una brutta caduta mentre si trovava nella piscina di un albergo in Costa Azzurra. I suoi compagni pensano al peggio, ma il batterista è troppo testardo (e troppo scozzese) per lasciarsi intimorire: con grande forza di volontà dopo poche settimane ha già ripreso le bacchette in mano e inizia la fase di riabilitazione. I Travis ne approfittano così per prendere una pausa visto che dai tempi di "The Man Who" non si erano mai fermati. A fine anno rientrano in studio rinvigoriti – Primrose compreso – e iniziano a mettere mano al quarto album della loro carriera e nell'aprile 2003 ricompaiono con il singolo acustico "The Beautiful Occupation", inserito nella raccolta "Hope" alla quale, in aiuto ai bambini vittime della guerra in Iraq, hanno contribuito (tra gli altri) David Bowie, New Order, Basement Jaxx, Spiritualized, Moby, Paul McCartney, Avril Lavigne e George Michael.
Ma è solo nel settembre successivo che si riaffacciano definitivamente sulla scena musicale, portando nelle airwaves il singolo "Re:Offender", apripista di "12 Memories": è una romantica canzone d'amore vissuta da chi è rimasto intrappolato in una relazione violenta. Non è che l'assaggio di quello che viene salutato da più parti come il loro disco più completo e sicuro di sé. Intanto però c'è stato l'11 settembre 2001, e dopo "The Beautiful Occupation" scritta da Healy subito dopo l'attacco al World Trade Center di New York il frontman conosce un profondo cambiamento del suo impegno sociale e comincia a sostenere attivamente il movimento Make Poverty History e Save The Children: dopo una raccolta di singoli ("Singles" con l'inedita "Walking In The Sun") a Natale del 2004 i Travis partecipano (con Radiohead, U2, Sugababes, The Darkness e molti altri) al Band Aid 20 con una nuova versione della storica "Do They Know It's Christmas" e nel luglio del 2005 ai concerti del Live 8 di Londra ed Edimburgo. Solo a maggio del 2007 tornano alla produzione discografica con "The Boy With No Name", il loro quinto album prodotto da Nigel Godrich, Mike Hedges e Brian Eno: Lontano dalle atmosfere cupe di "12 Memories", il nuovo album (che prende il nome dal fatto che Healy è stato alcune settimane prima di decidere il nome di so figlio Clay) è anticipato dal singolo "Closer" che testimonia della ritrovata serenità della band.
Nel 2008 il gruppo prepara il suo sesto album da studio, "Ode To J.Smith", e comincia a proporne qualche brano inedito durante i concerti prima della pubblicazione vera e propria, che avviene subito dopo l'estate. Il disco viene preceduto dall'uscita di due singoli ad hoc: "Something Anything" per il Regno Unito e "Song To Self" per il resto del mondo.
A settembre il disco arriva sugli scaffali dei negozi e viene accolto positivamente sia dalla critica che dal pubblico. Parte un mini tour europeo e poco dopo la band vola negli Stati Uniti per promuovere con un concerto l'uscita del disco anche oltreoceano. Dopo aver suonato insieme ai REM in sud America, a dicembre arriva l'annuncio che il terzo estratto sarà "Song To Self" e che uscirà all'inizio del 2009 dopo di che la band partirà nuovamente in tour.