Tricky

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Tricky

Genio e sregolatezza.
Il ragazzo prodigio di Bristol, la patria del trip-hop, è uno dei personaggi più controversi della scena musicale contemporanea.
La carriera di Tricky inizia dapprima con i Wild Bunch, storico collettivo legato all'hip hop britannico, dunque si proietta nel più corposo progetto legato ai Massive Attack (la voce di "Karmacoma" è proprio la sua) per poi spiccare finalmente il volo da solo, spirito libero alla ricerca continua dei meandri più oscuri della musica e dell'animo umano.
Le sue sonorità ricercate affondano le radici nell'hip hop e nell'enorme esperienza di DJing, elettronica, drum&bass e breakbeat che Tricky matura nel corso degli anni.
Come parte integrante dei Massive nel '92 partecipa alla genesi del trip hop con l'album d'esordio "Blue Lines", ma la sua natura indipendente lo porta a coltivare fin da subito una carriera da solista. L'anno seguente ha già pubblicato il suo primo singolo, "Aftermath". Prima di compiere questo passo però va segnalata la nascita del sodalizio artistico con la vocalist Martina Topley Bird, la musa che prenderà parte ai suoi album, anche se in carriera Tricky si farà accompagnare da altre voci di altissimo livello. Solo per citarne alcune: PJ Harvey, Neneh Cherry, Bjork, Alison Moyet, Alison Goldfrapp.
La sua natura ombrosa e un po' eccentrica non può non ripercuotersi sul suo stesso stile musicale e sulle sue canzoni, oscure ballate che scuotono i sentimenti di chi ascolta con suoni elettronici altamente psichedelici, ipnotici, ma allo stesso tempo dotati di una potenza devastante.
Nel 1994 Tricky firma un accordo con l'etichetta 4th & Broadway. Oltre al suo nome d'arte, una clausola del contratto gli consente di pubblicare progetti collaterali sotto nomi differenti. Nel medesimo anno vengono alla luce altri due futuri pezzi forti del suo repertorio, "Ponderosa" e "Overcome".
Il nome di Tricky nel Regno Unito diventa sempre più familiare ai più ed è chiaro a tutti che i tempi sono maturi per il suo debutto con un album completo. Debutto che avviene puntualmente l'anno seguente con "Maxinquaye", dove i tre precedenti singoli sono solo la ciliegina sulla torta di quello che viene considerato uno dei migliori dischi trip hop di tutti i tempi, sebbene Tricky rifiuti un termine che lo releghi in un genere. A lui piace poter spaziare liberamente come ha sempre fatto, dal rock alternativo al reggae all'hip hop, rielaborandoli come meglio gli pare.
Ma questo è solo l'inizio della sua folgorante carriera. L'album successivo, "Nearly God" del 1996, è l'immediata riconferma di quanto si era detto di buono su "Maxinquaye". Lo stesso Tricky lo definisce una brillante collezione di demo incomplete, ed è probabilmente vero: anche se è più frammentario del disco precedente, i 12 brani che lo compongono sono però pervasi dalla stessa forza visionaria, a tratti ancora più disturbata, e il risultato finale è ugualmente affascinante.
Sul finire dello stesso anno esce nei negozi un altro album di Tricky, intitolato "Pre-Millennium Tension". Si tratta fondamentalmente di un LP di transizione, sempre dominato da atmosfere cupe quando non paranoiche e allucinate, ma con risultati a dir poco interessanti, come succede ad esempio con la rappeggiante "Tricky Kid". Da questo album in poi Tricky comincia un po' a pagare lo scotto di "Maxinquaye": dopo un esordio così formidabile la gente da lui ora si aspetta solo capolavori, mentre lui continua a sfornare 'solo' ottimi dischi.
Con il claustrofobico "Angels With Dirty Faces", datato 1998, Tricky cerca di ridefinire il suo stile, sperimentando ritmi jungle e hardcore beat tipici dell'hip hop. Come risultato i tempi del trip hop, quello tradizionale almeno, sembrano più lontani. Tricky, geniaccio irrequieto e in continua evoluzione, cerca infatti di distanziarsi da quello che gli verrebbe più facile e che forse vorrebbe anche il suo pubblico.
Ritorna subito in sella l'anno successivo con un quinto disco completo, "Juxtapose", nel quale il sodalizio col mondo del'hip hop diventa ancora più consistente e questa volta certificato dalla piena collaborazione con Grease, producer di DMX, e soprattutto con Dj Muggs, il guru del suono dei Cypress Hill, i cui nomi appaiono anche in copertina.
Nel 2001 vede la luce "Blowback", il sesto attesissimo album che testimonia un cambio di direzione nel suono, che qui abbandona l'ipnotismo 'paranoico' della sua personalissima vision e del trip-hop per dedicarsi a canzoni meno sperimentali, fondate sulla ritmica prepotente e violenta di diretta derivazione rock. Non a caso cambiano anche i volti dei comprimari, che comprendono Red Hot Chili Peppers, Alanis Morissette e Cindy Lauper.
La settima opera di Tricky esce nel maggio del 2003, si intitola "Vulnerable" e sembra essere un vero e proprio ritorno alla magia melodica del mitico debutto di "Maxinquaye". Gli incroci tra rock, elettronica, dub e hip hop trovano una nuova dimensione espressiva nella voce dell'italianissima Costanza Francavilla, che ricorda non poco la magia di Martina.
Nei 5 anni seguenti Tricky sparisce dalla circolazione, in realtà il suo genio creativo continua a comporre brani che confluiscono nelle soundtrack di numerosi serial televisivi (Csi, L Word, Girlfriends) e intanto lavora in background al suo nuovo progetto, "Knowle West Boy", che vede la luce nell'estate del 2008. L'album, che prende il nome dal quartiere di Bristol in cui Tricky è cresciuto, viene pubblicato per la neonata etichetta discografica Brown Punk, cofondata dallo stesso artista, e viene preceduto dal singolo "Council Estate".