Trik Turner

Trik Turner

“Follow The Leader”, così dichiarava il titolo del primo album dei Korn. E quanta verità nascondevano quelle parole! La seconda metà degli anni Novanta è un fiorire incessante di gruppi che, seguendo i loro capi hanno fatto del nu-metal il pane quotidiano. Sono arrivati i Limp Bizkit, i Linkin Park, tutte band che fondevano le profonde radici black del rap all'asprezza delle chitarre heavy, decisamente white.
E i Trik Turner non si sottraggono a questa new wave del rock, dimostrando un più profondo attaccamento all'hip hop old skool, che scorre forte nelle loro vene, e lanciando così una sfida. Preferiscono la concretezza allo stile, la positività alla finzione, la sicurezza in ciò che si fa alla presunzione.
La band - composta da David Bowers (voce), Tracy Tre Thorstad (chitarra), Sean Garden (batteria), Doug Rid Moore (voce), Steve Faulkner (basso), Danny Marquez aka DJ OBX (piatti) – comincia a seguire il proprio destino nel 1999. Sia David che Doug, i due MC, hanno le loro radici nella comunità hip hop di Phoenix, ma amano sperimentare con altri stili, come il rock indie, il funk e l'arte di mixare i piatti al giradischi.
Quando iniziano a collaborare con altri musicisti, capiscono che da quell'incontro possa scaturire qualcosa che vada oltre le loro aspettative. Provano e riprovano, improvvisano per ore tutti i giorni, feriali e non e imparano tutto quello di cui hanno bisogno per diventare un vero gruppo.
La RCA li mette sotto contratto puntando sulla forza di “Black Seas and Brown Trees” - l'album indipendente che i Trik Turner pubblicano nel 2000 - e su quella dei loro concerti. Lavorando con il produttore Mudrock (Godsmack, Coal Chamber, Powerman 5000), incidono nuovamente molti dei brani che erano stati scelti per il loro debutto con la major, accentuando la forza del suono.
Per quanto riguarda i testi, Doug e Dave si fanno largo con una serie di rime, perfino brutali nella loro sincerità, legate al loro mondo e alle loro esperienze. In “Father” affrontano il tema scottante degli abusi paterni con il verso “You gave me life, but you never gave me hope. I don't want to be my own father”; in “Friends and Family” la chitarra minacciosa di Tre Thorstad accompagna un testo rasserenante che ricorda all'ascoltatore quanto non conti niente altro più delle cose evidenziate nel titolo “even when their minds are against us”.
Nasce “Let It Rip”, l'LP che paga omaggio tanto ai Tribe Called Quest quanto ai Kiss e che viene pubblicato a ottobre 2002 su etichetta RCA/BMG.
La musica non è formulaica, né le liriche sono resoconti superficiali di puttane e idioti: piuttosto è un'esperienza introspettiva, nata dal guardarsi dentro e dallo scrutinare le situazioni in cui ci si trova tutti i giorni. Il tema dell'album è riassunto nella intro parlata della title-track: “We become what we think about”.
Se questo è vero, i Trik Turner hanno un brillante futuro che li aspetta.