Truth Hurts

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Truth Hurts

Se qualcuno vi dicesse che una delle tante protegé di Dr. Dre ha studiato musica classica, jazz e soul tradizionale, vi mettereste a ridere. Ma quando la ascolterete vi renderete conto di quanto vi siete sbagliati.
La nuova gemma dell'R&B è una e una sola e si chiama Truth Hurts.
Nata a St. Louis come Shari Watson, la futura stella della black music conosce il magnate del rap della West Coast ('padrino' di Tupac Shakur e di Eminem) quando sta ancora mettendo su i primi mattoni della sua etichetta Aftermath. Al tempo viene ingaggiata per scrivere le canzoni di un gruppo R&B che Dre sta cercando di far sfondare. Ma il progetto non funziona e il dottore decide buttare nel cestino il gruppo e di tenersi Shari, che mette sotto contratto.
Assumendo il nome di Truth Hurts (che potremmo tradurre con La Verità Fa Male), la vediamo comparire in “Nasty Minds” dei D-12 (la sporca dozzina di Slim Shady) e “Break Ya Neck” di Busta Rhymes, ma è solo con la sua apparizione sulla colonna sonora di “The Wash”, che il pubblico si accorge della sua voce dallo spessore operatico.
“Benefit of The Doubt” non lascia più dubbi riguardo alle sue potenzialità.
Dopo aver lavorato insieme a Dre all'album di debutto per due lunghi anni, finalmente “Truthfully Speaking” fa la sua apparizione nel 2002, anticipato dal singolo “Addictive” che la vede duettare con un altro cavallo ruspante della scuderia Aftermath, il rapper Rakim. Il brano, un pezzo R&B fuori dagli schemi comuni che utilizza incantevoli sound indianeggianti e percussioni esotiche, è prodotto da DJ Quik e vede Truth far bella mostra delle sue qualità vocali. Grazie alla presenza di Dre e al suo potere contrattuale nello showbiz del Terzo Millennio, “Addictive” ottiene un'esposizione mediatica fuori dal comune e entra a forza nella programmazione di MTV (come, prima di lei, era successo ad altre ladies prodotte da Dre, come Mary J Blige e Eve).
Il successo è tale che nell'estate dello stesso anno si trova ad esibirsi dal vivo allo Smoking Grooves Tour, insieme a Outkast, The Roots, Jurassic 5 e Lauryn Hill.
Il disco include anche una collaborazione con il gentleman della musica urban statunitense, R. Kelly, sulla title-track e una con il compagno di scuderia dal grande potenziale, Shaunta. Tenendo fede al suo nome e al titolo del disco, la sua autrice non ha paura di dire la verità su Los Angeles, la città in cui si è trasferita per iniziare la carriera, che secondo lei è “Bullshit”, falsa e piena di persone che credono di vivere in un film. Come anche non si limita nello scatenarsi in attacchi d'ira in “Tired”, la canzone che spiega come Shari sia “una persona molto carina finché non mi fanno arrabbiare, specialmente nelle relazioni amorose e nella vita quotidiana. Arrivi a un punto in cui i niggaz ti fanno dare di matto”.
Per dirla con la sua autrice, questo non è R&B puro e semplice, “ha molto più ardore e arroganza, ma si basa sugli stessi valori dell'R&B old-school quanto a melodie e testi. Io lo definisco servire un po' di verità a tavola”.