Turin Brakes

Turin Brakes

Carini, puliti e tremendamente melodici. Questo è il biglietto da visita dei Turin Brakes all'alba del nuovo millennio: Olly Knights e Gale Paridjanian gravitano attorno al mitico locale londinese Playpen e nel giro di due primavere rinnovano i fasti di Simon & Garfunkel spargendo in tutto il mondo il vangelo del cosiddetto NAM (New Acoustic Movement), la corrente stilistica neo-vintage capitanata da Kings of Convenience e Coldplay.
Il duo si conosce sin dall'infanzia: frequentano il coro scolastico (da cui vengono però espulsi perché fanno breakdance) e vanno insieme a un istituto cinematografico. Lì hanno la prima idea di collaborare musicalmente, quando Olly chiede a Gale di pensare alla colonna sonora per il suo film.
Dopo aver ottenuto il diploma, Olly si rende conto che riesce a esprimere meglio le sue sensazioni con le canzoni, e non con le immagini. I due tornano da un viaggio a New York e decidono di portare avanti i loro "scheletri di canzoni", continuando a sviluppare la musica d'atmosfera maturata ai tempi della scuola di cinema e combinando le due forme. In quel il momento nascono i Turin Brakes, anche se il nome viene più tardi. Insieme, Gale e Olly ristrutturano e riscrivono una gran quantità di materiale, finché decidono di andare a suonare dal vivo.
I Turin Brakes annoverano fra le proprie influenze cantautori doc come Joni Mitchell e Leonard Cohen, senza dimenticare la forma-canzone fissata da Bob Dylan e Nick Drake. Però non dimenticano anche il country più mitigato di Neil Young.
Con questa ricetta riescono a "dipingere le immagini con le parole" e dopo tre EP pubblicati per la francese Source (che fanno guadagnare loro le lodi della critica musicale d'Oltremanica) realizzano "The Optimist LP" nel marzo 2001, platter d'esordio che si apprestano anche a produrre, evitando così 'contaminazioni' esterne. Il risultato è un album "coraggioso, livido e tenero, a metà fra la pungente tristezza e un'inarrestabile calore, ma sicuro di sé in tutta modestia". Il risultato ulteriore sono 3 singoli molto suonati nelle chart UK: "Mind Over Money", la sbancaclassifiche "Underdog" ed "Emergency '72". Dopo un tour in Gran Bretagna, che li vede in supporto agli Stereophonics, i Turin Brakes cominciano a farsi conoscere in Europa e in Italia: la prima data tricolore è il 2 maggio 2001 a supporto dei norvegesi (e compagni di etichetta) Kings of Convenience, mentre il 2001 vede altre due calate in estate (per il festival genovese Goa Boa) e in autunno, quando occorrerà fare da spalla agli headliner Travis.
Intanto Olly e Gale trovano modo per celebrare i propri successi suonando sui tetti di Londra (omaggio ai Beatles) e acquistando un seguito di culto anche nel nostro paese, che riconosce tutta l'energia rock pura delle loro performance live (un esempio è il loro show all'Independent Days 2001 di Bologna) e che saluta con entusiasmo il ritorno sotto i riflettori con "Ether Song", dopo due anni di silenzio discografico. L'LP esce nel febbraio 2003 accompagnato da due nuovi singoli ("Long Distance" e "Painkiller", che debutta nelle classifiche inglesi al numero 5).
Dopo la svolta rock dei Coldplay e aspettando le nuove mosse dei Kings of Convenience (ma Erlend Øye ha già diramato qualche indizio più dance), "Ether Song" capitalizza l'eredità NAM dei Turin Brakes e li conferma fra i gruppi più freschi e creativi della scena pop inglese: il nuovo produttore Tony Hoffer (noto per le sue collaborazioni con gli Air e Beck) regala al duo una nuova sfumatura psichedelica senza però dirottarli dalla strada maestra e dal nume tutelare Neil Young.
Nel 2005 arriva la conferma definitiva, ma non solo: l'album "Jackinabox" testimonia anche un'evidente maturazione nella composizione e negli arrangiamenti, regalando ai fan 12 solide tracce di pop elettroacustico.