UFO

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Un nome, una garanzia: gli UFO sono un vero e proprio faro nel gran panorama dello space metal, capaci di cavalcare il meglio del rock duro anni Settanta e di lasciare il segno anche quando il genere virerà lontano dal sound che li ha resi famosi nel mondo.
Phil Mogg (voce), Mick Bolton (chitarra), Pete Way (basso) e Andy Parker (batteria) formano il gli UFO nel 1969, prendendo il nome da un leggendario club londinese e sostituendolo all'originale Hocus Pocus. I quattro hanno un sacco di musica in testa, tanto che i primi 2 album escono nello stesso anno, il 1971: "UFO 1" e "UFO 2 – Flying" vanno incontro a un grosso successo in Giappone, Francia e Germania, ma vengono appena notati in patria. Tanto che il loro terzo album ufficiale, un live registrato a Tokyo, viene pubblicato per il solo mercato giapponese.
Il successo planetario arriva dopo un momento di crisi: nel 1973 il chitarrista Mick Bolton lascia il gruppo e nei mesi successivi gli UFO suonano con Larry Wallis (ex Pink Fairies) e Bernie Marsden (futuro Whitesnake). Le cose, però, cambiano sul serio quando Mogg & soci convincono Michael Schenker a lasciare gli Scorpions per unirsi in pianta stabile alla band e contribuire sensibilmente a "Phenomenon" (1974): l'album inaugura alla grande le uscite che entro la fine degli anni Settanta fanno conoscere gli UFO in tutto il mondo, non solo in Europa e Giappone.
Dopo "Force It" (1975) e "No Heavy Petting" (1976), anche il tastierista Paul Raymond entra nella line-up e collabora attivamente a "Lights Out" (1977), un album che convince molti critici a sostenere che proprio qui stia la prova del perché gli UFO risplendono di luce propria all'interno del vasto panorama hard rock degli anni Settanta.
La fine di quel magico decennio nasconde però più di un'insidia: dopo "Obsessions" (1978), il chitarrista Michael Schenker lascia il gruppo, all'inizio per riunirsi agli Scorpions poi per formare una band tutta sua. Nonostante la sostituzione con Paul Chapman, la band conosce un periodo difficile, tanto che la successiva release degli UFO ("No Place To Run", 1980) non trova la stessa accoglienza dei precedenti lavori. "Mechanix" (1982) si presenta meglio, ma entro la fine dell'anno anche il bassista Pete Way lascia il gruppo per formare una band tutta sua (i Waysted). Il sostituto è Paul Gray, ex Eddie and the Hot Rods, che lavora all'album "Making Contact" (1983). Dopo quest'ultima release, però, gli UFO si sciolgono.
Tornati insieme due anni dopo per incidere "Misdemeanor" (1985), non riescono ad andare oltre una tiepida accoglienza e decidono di dichiarare forfait per la seconda volta. Ci vogliono altri 8 anni prima di vederli tornare alla ribalta, ma la resurrezione ha di che soddisfare i fan, perché il ritorno degli UFO è all'insegna della formazione più famosa (Mogg, Schenker, Way, Raymond e Parker). Nel 1995 esce "Walk On Water" che viene recensito molto bene e fa da trampolino per una tournée mondiale di tutto rispetto. Il millennio si chiude con un'attività più diradata, anche perché ognuno degli UFO continua ad occuparsi dei suoi vecchi progetti autonomi e perché il nucleo della band si raccoglie attorno a Mogg, Schenker e Way (che rivedono la formazione praticamente ogni nuova release). Dopo "Covenant" (2000) e "Sharks" (2002), oltre a un paio di dischi live, gli UFO pubblicano "You Are Here" (2004): questa volta la formazione vede Mogg, Way e Raymond cimentarsi con il chitarrista Vinnie Moore e il batterista Jason Bonham (il figlio di John, ex Led Zeppelin).