Usher

Usher
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Quanto tempo ci vuole per diventare superstar?
Usher ci ha messo un attimo: alla tenera età di 16 anni debutta con un album solista che vanta coproduzioni di Sean 'Puffy' Combs e diventa un successone. Da qui in avanti il panorama r&b di fine millennio deve fare i conti con una nuova, agguerrita presenza.
Comincia tutto dalle parti di Chattanooga, Tennessee, quando il piccolo Usher Raymond viene messo al mondo da una mamma single, sua futura manager, per il momento direttrice del coro in una chiesa battista.
Quando ha 12 lui, la mamma e il fratello minore si trasferiscono ad Atlanta. L'anno successivo arriva la classica occasione che cambia una vita: Usher si esibisce nel corso di una competizione per giovani talenti e colpisce molto positivamente un talent scout di LaFace Records. Tanto che viene subito spedito a fare un'audizione con L.A. Reid: lui non ci pensa su più di tanto e nel giro di poco tempo lo mette sotto contratto.
L'esordio musicale avviene grazie a un film e siccome la carriera d'attore viene presto affiancata a quella di cantante la cosa ha un significato tutto particolare. Comunque, il film si intitola "Poetic Justice" (1993, regia di John Singleton, con Janet Jackson e Tupac Shakur). Usher partecipa alla colonna sonora con il brano "Call Me A Mack". In questo momento gli manca un mese per compiere 15 anni.
Ad agosto dell'anno successivo LaFace pubblica l'omonimo album d'esordio: "Usher" conquista subito le classifiche r&b, trascinato dalla celebrità di Sean 'Puff Daddy' Combs (che partecipa alla produzione) e dalla forza dei singoli "Can U Get Wit It", "Think Of You" e "The Many Ways".
Nel corso degli anni seguenti Usher affianca Sean Combs nei concerti dal vivo, collabora con altri musicisti e trova pure il tempo di terminare la scuola. Nel 1997 pubblica il suo secondo album ("My Way").
Il successo del disco è strepitoso e lo lancia definitivamente nell'olimpo di quelli che contano: il singolo di lancio, "You Make Me Wanna", arriva in vetta alle classifiche r&b e ci rimane per 11 settimane consecutive, entrando anche nelle pop chart e diventando due volte disco di platino.
E non finisce qui: mentre i premi cominciano a fioccare e i successivi due singoli diventano anch'essi di platino, Usher inaugura la carriera d'attore cinematografico (s'è fatto le ossa in un serial televisivo).
Dopo un botto simile i concerti dal vivo non possono che diventare sempre più importanti, con un crescente numero di fan e una sempre più raffinata capacità di stare sul palco. Testimonianza di tutto questo si trova in "Live", pubblicato da LaFace il 23 marzo 1999.
Per avere un terzo album in studio bisogna aspettare agosto del 2001, quando "8701" inaugura la collaborazione con Arista Records, conferma il suo status di artista internazionale e gli vale 2 Grammy Awards per la migliore performance r&b (vinti a un anno di distanza e con 2 singoli differenti).
A soli 23 anni Usher è una megastar, vende un casino e porta a casa premi da mezzo mondo. Ci sarebbe di che sedersi sugli allori e invece no: a marzo del 2004 esce "Confessions" e l'abbuffata continua. L'album abbatte numerosi record relativi alle classifiche r&b, vende milioni di copie e procura una nuova ondata di premi (compresi 3 World Music Awards e 4 American Music Awards).
La commistione con il rap di Lil' Jon vale ad Usher l'appellativo di re del crunk&b, neologismo nato dai generi r&b e crunk. Nel 2007 l'artista si sposa con la stilista e pochi mesi dopo l'unione nasce il primo figlio. Il nuovo status di uomo sposato influsice sul nuovo disco del coroner, "Here I Stand", che viene pubblicato nel 2008 con i featuring di molte star urban, da Beyonce a Will.I.Am, e viene lanciato dal singolo "Love In This Club".