Velvet Revolver

Velvet Revolver
  • Rock, Hard Rock
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Una band dall'elevato potenziale esplosivo.
Anno del Signore 2003: mentre i nuovi Guns N' Roses guidati da un Axl evanescente continuano ad aleggiare come ectoplasmi, gli ex Slash, Matt Sorum e Duff McKagan, molto più concretamente, si riuniscono per continuare a suonare quello che sanno fare meglio: rock crudo e fiammeggiante, posseduto dal demone del basso-batteria-chitarra.
L'ultimo di loro a fuoriuscire dai Guns è Slash, nel 1996, che già da tempo si dedica più ai suoi Snakepit che ai deliri industrial di Axl. I tre, dopo anni attivi ma in sordina, si ritrovano nel 2002 per dare vita ad un progetto inizialmente battezzato, con scarsa fantasia, The Project. Con loro c'è anche Dave Kushner, ex di quei Suicidal Tendencies che negli anni hanno rifornito anche Megadeth (il batterista Jimmy DeGrasso) e Metallica (il bassista Robert Trujillo, sostituto di Jason Newsted).
A giugno del 2003 il gruppo assume un aspetto definitivo – e il nome di Velvet Revolver – con l'arrivo del cantante Scott Weiland, istrione degli Stone Temple Pilots. Dopo il successo clamoroso (e il profluvio di critiche, in parte meritate, per un rock ammantato di grunge, ma in realtà piuttosto canonico) del debutto "Core" (1992), gli Stone Temple Pilots si ritrovano nel novero ristretto delle band più amate dell'era Nirvana. Un successo destinato forse a persistere, se l'amore dannato per l'eroina non bruciasse Weiland e trasformasse la sua vita in una via crucis di processi, cliniche di disintossicazione, ricadute continue.
Pura devastazione autoinflitta, tanto che nel 1997 i soci fanno a meno di lui e pubblicano un LP con il nome Talk Show e con un altro cantante (Dave Coutts dei Ten Inch Men). Nel 1998 Weiland pubblica un disco solista, "12 Bar Blues", e dopo l'ennesimo programma di disintossicazione rientra nei ranghi della band madre per incidere "No. 4". Non dura molto: finisce in carcere per un anno e sempre per motivi di droga. Nel 2001 l'ultima uscita discografica con i Pilots, "Shangri-La Dee Da", poi Weiland si dedica ad un altro progetto solista, chiamato Reloaded. Nel 2003 Scott – ancora, pare, stravolto dalla dipendenza tossica - confluisce ufficialmente negli ex-Guns, dando vita ad una sorta di supergruppo rock e sancendo l'addio definitivo agli Stone Temple Pilots. A dire di Slash, la voce di Weiland ha in sé quell'umore oscuro in sintonia assoluta con un rock cartavetroso e innervato di blues. Il cantante perfetto per quello che i Velvet Revolver hanno in testa.
L'innesto di Scott giunge a chiusura di una cerca tortuosa: alle audizioni si sono fatti sentire anche nomi di un certo peso, come il nobile decaduto Sebastian Bach (ex Skid Row), Joshua Todd dei Buckcherry, Kelly Shaefer dei Neurotica (e in passato leader dei fenomenali Atheist) e Pat Briggs degli Psycothica, oltre a orde di improbabili screamer metal e punk. Nei primi concerti dei Velvet Revolver, a inizio 2003, dietro al microfono si esibiscono l'attrice Gina Gershon e Shooter, figlio del musicista country Waylon Jennings e frontman dei losangelini Stargunn.
Il combo comincia a farsi conoscere con due canzoni scritte per il cinema: "Set Me Free" fa parte della colonna sonora di "Hulk" (2003), mentre la cover di "Money" dei Pink Floyd fa da leit motiv per "The Italian Job" (2003), anche se non figura nella soundtrack.
Nel 2004, anticipato dal singolo "Slither", esce l'album di debutto, "Contraband", che raggiunge immediatamente la prima posizione nella chart americana. In poco più di un anno, il disco vende 2 milioni di copie negli Usa, anche grazie all'intensa promozione che tocca anche Europa, Australia e Giappone.
Il cinema torna a cercarli nel 2005, quando scrivono una nuova track intitolata "Come On, Come In" per la colonna sonora di "The Fantastic Four" e nello stesso periodo annunciano di aver iniziato la lavorazione del secondo CD da studio.
Prodotto da Brendan O'Brien, "Libertad" arriva nel luglio 2007, solo un mese dopo l'EP a tiratura limitata "Melody And The Tyranny". La band, fedele alla sua tradizione live parte per un lungo tour americano.