Willy Mason

Willy Mason
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We Can Be Strong

Una voce, una chitarra e i genitori che lo crescono a latte e musica: Willy Mason debutta nel 2004, a 19 anni d'età, e si impone come un faro luminoso nel panorama dell'indie pop a stelle e strisce.
Comincia tutto sull'isola di Martha's Vineyard, in Massachusetts, un posto dove la gente va in vacanza, a rilassarsi, dove quando sei stressato fai un salto in spiaggia e vedi le cose con un occhio tutto diverso. Willy nasce e cresce qui, con la seria prospettiva di diventare un giardiniere.
Il trasferimento a New York e la musica che gli scorre nelle vene lo porteranno da tutt'altra parte: sua madre è una cantante cresciuta nella scena hippy folk degli anni Sessanta; suo padre fa musica da quando era un adolescente. Willy Mason si esibisce insieme a loro fin da quando ha 11 anni, adora i Nirvana, Hank Williams, Johnny Cash e John Lee Hooker. Insomma: l'idea di curare i giardini comincia presto a stargli stretta.
Largo all'avventura, dunque: appena terminato il liceo prende armi, bagagli e s'imbarca alla volta di New York, disposto a una vita randagia pur di avere la sua possibilità. La svolta arriva nel backstage di un concerto dei Bright Eyes: qualcuno gli mette in mano una chitarra, lui comincia a suonare e il frontman Conor Oberst rimane folgorato. Prima che la serata sia finita Willy viene trascinato nel nuovo progetto discografico di Oberst, l'etichetta Team Love.
Il lavoro sull'album d'esordio comincia nei primi giorni di maggio del 2004, in un appartamento di New York. Willy si fa affiancare dal fratello batterista e impone una regola molto semplice: non più di 3 registrazioni per ogni brano. Se ci saranno errori o imprecisioni va bene lo stesso, perché il disco ci guadagnerà in freschezza e spontaneità. Finisce che il grosso delle canzoni viene registrato alla prima esecuzione, con Willy che suona la chitarra e canta, mentre suo fratello Sam suona la batteria (Willy aggiunge in un secondo tempo le tracce con gli altri strumenti).
"Where The Humans Eat" esce a ottobre del 2004, mescola l'indie pop con blues, country e spruzzatine rock: nonostante sia un album d'esordio è un disco maturo, che colpisce molto positivamente la critica.