Wyclef Jean

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Wyclef Jean

Dai Fugees alla carriera solista: la stella di Wyclef Jean continua a brillare.
Nato a Croix-des-Bouquets (Haiti) il 17 ottobre del 1972, Wyclef è costretto a trasferirsi a Brooklyn (NY) a soli nove anni a causa dei problemi politici della famiglia (il padre, ex ministro haitiano, è un rifugiato). La sua adolescenza invece la trascorre nel New Jersey dove impara a suonare la chitarra e dove partecipa ad alcune lezioni di jazz (presso il dipartimento musicale della scuola).
Nel 1987 forma insieme alla cugina Prakazrel Michel (Pras) e a Lauryn Hill il gruppo hip hop Fugees, chiamato inizialmente Tranzlator Crew. L'appellativo definitivo nasce da uno slang usato per i rifugiati haitiani.
Voce e autore della maggior parte dei testi della band, Wyclef si occupa anche della produzione artistica di "The Score", uno dei più influenti e venduti album della storia dell'hip hop (11 milioni di copie in tutto il mondo), vincitore anche di due Grammy Award. In virtù di simili risultati, Jean diventa in breve tempo uno dei produttori r'n'b e hip hop più ricercati sul mercato, occupandosi di artisti come Cypress Hill, Sublime e Simply Red.
Nel 1997 è il primo dei Fugees ad intraprendere la carriera solista, che inaugura con il più volte disco di platino "Wyclef Jean Presents The Carnival Featuring The Refugee Allstars". Album disinvolto, elogiato anche per la multiculturalità, "The Carnival", raggiunge la vetta delle chart internazionali grazie all'apporto dei singoli "We Trying To Stay Alive" e "Gone Till November".
Il più prolifico (e più ricco di talento?) dei tre 'rifugiati', dopo aver duettato, tra le altre cose, niente meno che con Bono e Santana, nel 2000 pubblica "The Ecleftic: 2 Sides II A Book", CD eterogeneo registrato in parte a New York e in parte in New Jersey. Nel palmares di WJ bisogna poi aggiungere altre collaborazioni eccellenti: da Mick Jagger a Sinead O'Connor, dalle Destiny's Child a Michael Jackson, da Rita Marley a Whitney Houston. In questi anni Wyclef fonda una propria etichetta: la Yclef.
Qualche mese dopo però perde il padre in un incidente domestico e questo lo segna profondamente.
Nell'estate del 2002 Wyclef divulga "Masquerade", un altro tassello nel mosaico della sua arte, elegante e spirituale, potente e versatile, per raccontare di ghetto, dolore e speranza andando oltre la consunta estetica gangsta. Il CD debutta alla posizione numero 6 della chart e questa è una testimonianza tangibile dell'incredibile fascino che Wyclef esercita sul pubblico.
Il 2003 è un anno fortunato. Jean infatti firma per una nuova etichetta (J Records), realizza un greatest-hits e lancia sul mercato il suo quarto lavoro, l'eclettico "The Preacher's Son. Il brano più applaudito e sicuramente il più particolare, "Industry", non è altro che un elenco di tutte le battaglie e di tutte le tragedie che hanno colpito e impoverito l'universo hip hop negli ultimi dieci anni. Tra i rapper scomparsi vengono citati 2Pac e The Notorious B.I.G.
Il quinto disco, "Welcome To Haiti: Creole 101" (2004), è invece un tributo alle origini di Wyclef ed è certamente l'album meno commerciale dell'artista. Allo stile rap infatti vengono affiancati il ritmo delle melodie caraibiche e alcuni elementi rock-pop.