Yerba Buena

Yerba Buena
  • Rock, Latin, Salsa
  • C'era una volta, nella notte dei tempi, una curandera, magica guaritrice che raccoglieva lungo il suo [... altro]

C'era una volta, nella notte dei tempi, una curandera, magica guaritrice che raccoglieva lungo il suo cammino le piante migliori per trasformarle in un'unica erba fantastica, da piantare e lasciar crescere selvaggia. Questa è la storia della yerba buena.
Anche oggi esiste un alchimista capace di fare questi miracoli. Il suo nome è Andres Levin e le sue erbe magiche sono gli straordinari musicisti che incontra per le strade del mondo. Il risultato di questa miracolosa ricerca si chiama ancora oggi, come allora, Yerba Buena, party band rutilante con radici nella tradizione e foglie che crescono tra le strade di New York.
Arrivato nella Grande Mela dal Venezuela nel 1989 Andres (o Andrew, come preferiscono chiamarlo sotto la bandiera a stelle e strisce) ha cominciato da subito a mettere insieme il suo ricettario di rumba cubana, cumbia colombiana, solca caraibica e boogaloo newyorchese con i ritmi dell'hip hop, del motown soul e dell'afrobeat. I primi a rimanere rapiti dal mix afro-latino-urbano di questo resident alien sono stati Chaka Khan e Tina Turner, subito seguiti da David Byrne e Arto Lindsay, per i quali Andres ha scritto e prodotto i suoi primi pezzi prima di lavorare con Macy Gray, Dead Prez e Me'Shell Ndegeocello.
E questi non erano i soli frutti delle sue alchimie, perché negli stessi anni Andres si è messo a lavorare con i grandi nomi della scena latina alternativa, da Carlinhos Brown e Jorge Moreno fino a Caetano Veloso e Marisa Monte. Ma da vero maestro delle pozioni magiche non poteva divulgare troppo i suoi segreti, nemmeno a musicisti di questo spessore, e allora Andres ha cominciato a pensare di amalgamare la sua band, cogliendo i frutti migliori in giro per il mondo e portandoli nei suoi Fun Machine Studios di Manhattan. Cogli oggi Ileana Padron e Xiomara Laugart a Cuba, domani Pedrito Martinez e El Chino, e poi ancora CuCu Diamantes, Ron Blake e Rashawn Ross ed ecco nascere Yerba Buena, il caleidoscopico progetto, aperto come un palco, sul quale amici e ospiti possono salire e suonare come e quando vogliono.
L'album di debutto esce nel 2003 usando la stessa ricetta adottata fino a quel momento: Andres invita buona parte dei suoi amici, da Me'Shell Ndegeocello a Carlinhos Brown, da Marc Ribot a Money Mark, fino a Roy Hargrove, Sebastian Steinberg e Horacio "El Negro" Hernandez e riporta in studio le vibrazioni del palco. Non che questa superband si ritrovi tutta assieme, contemporaneamente, a New York. Il lavoro ognuno lo può fare dove gli pare, nei più diversi angoli del mondo, poi ci pensa Andres, che ha scritto tutti i pezzi, a mettere assieme gli ingredienti, frullando nel suo computer ritmi, toni e sfumature che a prima vista sembrano lontanissimi. Il titolo, "President Alien" gioca con il doppio senso dello status che acquisiscono gli stranieri quando si trasferiscono negli USA, quella dicitura di resident alien che anche Andres ha visto stampigliare sui suoi documenti.
Il perfetto mix ricreato nel Fun Machine Studio diventa un devastante show dal vivo, che trascina i latin fans nel vorticoso coinvolgimento dei concerti degli Yerba Buena e procura alla band un biglietto d'invito per alcuni seguitissimi festival, dal Central Park Summerstage al The Newport Jazz Festival fino al Montreal's Nuits D'Afrique, oltre che le chiavi del palco per aprire i concerti della Dave Matthews Band. Nel 2004 il singolo "Guajira (I Love You 2 Much)" finisce diritto diritto nella colonna sonora di "Dirty Dancing - Havana Nights" e invade i festival latinoamericani di tutto il mondo. D'altra parte sono o non sono il più infiammabile ensemble afrolatino del mondo?