Yes

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  • Rock, Pop/Rock, Album Rock, Prog-Rock/Art Rock, British Psychedelia
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L'immortalità del prog.
Fra tutte le band dedite al virtuosimo visionario emerse negli anni Settanta, gli Yes sono la più duratura e coerente: nel Duemila suonano (quasi) esattamente come suonavano nel 1971.
Gli Yes iniziano la loro storia nel 1968 per opera del cantante Jon Anderson (nato il 25 ottobre 1944), ex-Warriors e Gun all'epoca del beat inglese, e del bassista Chris Squire (4 marzo 1948), ex-Syn. I due reclutano Tony Kaye (11 gennaio 1946, ex-Federals) alle tastiere, Peter Banks (7 luglio 1947, ex-Syn) alla chitarra e Bill Bruford (17 maggio 1948) alla batteria.
Scelgono il nome perchè è breve, intuitivo e impossibile da dimenticare. Intorno a loro, la scena musicale britannica sta ribollendo: mentre il pop psichedelico perde colpi, fioriscono nuove tendenze, dal prog dei The Nice e dei primi Deep Purple ai suoni più heavy dei Cream. Proprio il concerto di spalla alla band di Eric Clapton alla Royal Albert Hall di Londra fa conoscere al pubblico gli Yes, che nel 1969 aprono per Janis Joplin e finalmente ottengono un contratto con la Atlantic. A breve arrivano il primo singolo ("Sweetness") e il primo LP (omonimo), che all'interno di canzoni vicine al pop mette in luce il futuro sound del gruppo: tecnicismo vertiginoso ed enfatico, armonie cristalline e complesse, falsetto etereo e toni siderali; l'ispirazione di base è legata alla classica e al folk, ma si va verso lo space rock.
Ancora live e un nuovo membro, Steve Howe (8 aprile 1947) al posto di Banks, prima del secondo disco, "Time And A Word" (1970), sofisticato e cosmico. Gli Yes stanno diventando una grossa attrazione live e dopo aver dispiegato il loro pieno potenziale nel terzo lavoro ("The Yes Album" del 1971, con l'innesto di Moog e organo), entrano nella loro fase di apogeo e fulgore. Vanno in tournée negli Stati Uniti di spalla ai Jethro Tull, poi in agosto 1971 Kaye lascia ed è rimpiazzato dal formidabile Rick Wakeman, che porta in dote una strumentazione sconfinata e funambolica, Mellotron compreso. Questa nuova formazione degli Yes (che dura un anno) è considerata la migliore della loro carriera: Anderson, Squire, Howe, Wakeman e Bruford. Sono loro a firmare "Fragile", che esce nel 1972 e produce la hit "Roundabout", uno dei successi più sostanzioso collezionati dagli Yes.
Da qui in avanti, la band abbandona le canzoni brevi e sviluppa compiutamente la sua arte di creare autentici mondi alternativi, con suite articolate e lunghissime: "Close To The Edge" (1972) conta solo tre tracce, che durano dagli 8 ai 18 minuti. L'immaginario evocato dagli Yes trova perfetta rispondenza nelle copertine realizzate da Roger Dean, destinate a entrare nella storia della grafica rock. Altro cambio in rosa: Alan White (14 giugno 1949) prende il posto di Bruford.
Nel 1973 esce il monumentale "Yessongs", live in triplo vinile, seguito un anno dopo dal nuovo e diverso "Tales From Topographic Oceans", doppio LP datato 1974 accolto da ottime vendite e da apprezamenti a corrente alternata: per alcuni è il capolavoro sommo della band, per altri un mezzo passo falso.
Si parte in tour, poi arriva la sorpresa-shock per i fan: nel 1974 Wakeman, la superstar del gruppo, decide di lasciare, sostituito dallo svizzero Patrick Moraz. Esce "Relayer" (1974), poi nel 1975 la collection "Yesterdays" e il film "Yessongs", live filmato nel 1973 e ora proiettato addirittura nei cinema. A fine anno inizia la sfilata dei progetti solisti, tendenza già anticipata da Wakeman con due dischi in proprio nel 1973 (il mitico "The Six Wives Of Henry VIII") e nel 1974: ogni membro pubblica il suo disco, con risultati più o meno validi. Conclusa la parentesi, nel 1976 Wakeman rientra nei ranghi e gli Yes registrano "Going For The One" (1977), più rock e incisivo. Il tour americano seguente riscuote un successo clamoroso.
Dopo "Tormato" (1978), l'ensemble si prendo un'altra pausa per i dischi solisti, pubblicati tra il 1979 e il 1980, anno in cui scoppia il caos: Wakeman e Anderson abbandonano i compagni, che a loro volta ripiegano su Trevor Horn (voce, chitarra) e Geoff Downes (tastiere) dei Buggles per incidere il nuovo Yes, intitolato "Drama". Fatto sta che i fan continuanio a preferire la vecchia formazione, tanto che nel 1981 il gruppo annuncia il suo scioglimento.
Tutti si dedicano a cose proprie (come gli Asia, fondati da Downes e Howe), fino a quando Squire e Alan White danno vita ai Cinema, insieme a Tony Kaye (uno della prima era Yes), al chitarrista sudafricano Trevor Rabin e poco dopo anche ad Anderson. Il che vuol dire riformare, più o meno, il nucleo degli Yes, tanto che alla fine il primo singolo della band, "Owner Of A Lonely Heart" (1983), esce proprio a firma Yes, così come "90125" (un insolito album dance-rock, con Horn produttore).
Dopo qualche anno di silenzio arriva "The Big Generator" (1987). Intanto proliferano aggregazioni di ex-Yes combinate in vari modi, tanto che alla fine si passa alle vie legali per stabilire chi abbia il diritto di chiamarsi con lo storico nome. La querelle si risolve nel 1991, quando viene istituita la super-formazione Anderson, Howe, Wakeman, Squire, Kaye, White, Rabin e Bruford, che impazza in un tour mondiale (immortalato nel documentario "Yesyears: The Video") acclamatissimo e poi pubblica il nuovo "Union" e il monumentale box con 4 CD "The Yes Years".
Gli anni Novanta proseguono come i decenni precedenti: continui cambi di lineup (con l'ennesima fuga di Wakeman, rimpiazzato da Igor Khoroshev, e l'innesto della matricola Billy Sherwood), remix bizzarri e un'infinità di ristampe. Non mancano ovviamente nuovi capitoli nella saga discografica: dal fallimentare "Talk" del 1994 all'altalenante "Open Your Eyes" del 1997, dai due felici episodi di "Keys To Ascension", uno interamente live e l'altro invece arricchito con inediti, fino al valido "The Ladder" del 1999. "Magnification" (2001) aggiunge l'orchestra al classico stile Yes, confermando che nonostante gli anni la band si mantiene in forma.
E si arriva così a celebrare i 35 anni di vita del gruppo: a fine 2003 esce "The Ultimate Yes - 35th Anniversary Collection", nel 2004 la formazione composta da Anderson, Howe, White, Squire e dal rientrante Wakeman allestisce uno spettacolare tour mondiale, che raggiunge anche l'Italia (dove suona con la PFM), e pubblica i DVD "YesSpeak" e "Yes Acoustic".