Zakk Wylde

Zakk Wylde
  • Rock, Hard Rock, Heavy Metal, Southern Rock
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Quando si dice braccia forti strappate alla motocicletta. Zakk Wylde può sembrare un biker fatto e finito, un barbuto energumeno senza arte né parte destinato a spaventare vecchine e perpetrare efferati atti vandalici. E invece questo ragazzone del New Jersey ha due mani agili da esecutore sopraffino e talento a chilate, talento come pochi se ne sono trovato addosso nella storia delle sei corde.
Jeffery Philip Wielandt nasce a Bayonne, New Jersey, il 14 gennaio del 1967, impara a suonare la chitarra a otto anni ma un po' s'annoia. A quattordici scopre invece che la chitarra gli piace, e parecchio, e decide a darci dentro.
Inizia a suonare in giro, fonda gli Stone Henge, poi entra negli Zyris, suona cover dei Black Sabbath, dei Rush e di Ozzy Osbourne, inizia a farsi chiamare Zakari Wyland in onore di un personaggio della serie TV "Lost In Space". Si diploma, inizia a lavorare a una pompa di benzina e continua a suonare in giro per il New Jersey. Poi, a diciannove anni, la sua vita svolta: Ozzy Osbourne sta cercando un chitarrista.
Ozzy si porta dietro il problema della chitarra solista dalla morte di Randy Rhoads, scomparso in un incidente aereo nel 1982. A Randy, morto ventiquattrenne e comunque considerato uno dei chitarristi più influenti della sua generazione, era subentrato prima Brad Gillis, poi Jake E. Lee. Ma nel 1987 Ozzy è di nuovo senza axeman.
Tra i tanti demo provino, arriva anche quello di Wylde, che inizialmente Ozzy scarta perché – stando alle foto – sembra giusto il solito triste clone di Randy Rhoads. Poi cambia idea, concede una chance al ragazzo del New Jersey e questo, che di Randy Rhoads è un grande fan, non se la lascia scappare. A fine anno debutta live accanto al Mamadan inglese col nome di Zakk Wylde.
Zakk fa vedere da subito di che pasta è fatto, collabora con Osbourne alla stesura tanto alla musica quanto ai testi delle canzoni di "No Rest For The Wicked", album che esce nel 1988. L'anno dopo i due mettono a ferro e fuoco i palchi di mezzo mondo, nel 1990 la truppa torna in studio e sforna "No More Tears", capolavoro della discografia dell'ex Sabbath, uno dei dischi più riusciti della storia del rock pesante: più volte disco di platino, sei singoli, "I Don't Want To Change The World" vince un grammy come miglior canzone metal. A "No More Tears" collabora anche Lemmy dei Motorhead, e l'assolo della title track finisce tra i cento assoli più belli del rock. Insomma, qui si fa la storia e Zakk è un protagonista di primo piano.
Mentre il sodalizio con Ozzy prosegue alla grande (nel 1993 esce "Live And Loud", nel 1995 "Ozzmosis"), nei primi anni novanta Zakk inizia a meditare qualche progetto solista. Mette in piedi una band di southern-rock con James Lomenzo al basso e Brian Tichy alla batteria, i Pride & Glory, che nel 1994 pubblica un disco omonimo. È un grande album fatto di rock d'altri tempi, vende bene e porta il trio in giro per il mondo insieme a Lynyrd Skynyrd, Whitesnake e Aerosmith.
È però una parentesi che si chiude abbastanza in fretta: finito il tour, sia Lomenzo che Tichy si aggregano agli Slash's Snakepit, il nuovo gruppo di Slah dei Guns'n'Roses. Sostituito da Alex Skolnik (ex Testament e Savatage) per il tour mondiale di "Ozzmosis", Zakk si concentra su un nuovo progetto in solitaria: nel 1996 esce "Book Of Shadows", piccolo gioiello intimo e acustico, un album sofferto e caloroso. È un bel disco, porta Wylde di nuovo in tour ma la voglia di ricominciare a picchiare, e picchiare duro, è tanta. Inizia a prendere forma la Black Label Society.
Tutto parte come collaborazione tra Zakk e il batterista Phil Ondich, ma presto ci si accorge che c'è materiale e voglia per fondare una band. Con in copertina una bottiglia di whisky, la Black Label Society debutta nel 1999 con "Sonic Brew". E picchia come pochi. Rock&Roll nudo e crudo, giubbotti in pelle e riff pesanti come macigni, birra a fiumi e un muro sonoro devastante. Per il tour viene assoldato 'J.D.' DeServio, vecchio amico di Zakk, già nei Pride & Glory per qualche data .
Con Ozzy al palo, perso tra reunion dei Sabbath realityreality show, disintossicazioni periodiche e organizzazione dell'Ozzfest, Zakk Wylde si identifica sempre più con la BLS.
Anche perché Zakk è la BLS: attorno gli ruotano musicisti più o meno fissi e affidabili, Craig Nunemacher rimpiazza Ondich alla batteria, al basso ruotano DeServio, Lomenzo, Mike Inez e un talentuoso Robert Trujillo prima che i Metallica se lo portino in casa. Me è sempre il chitarrista del New Jersey il centro, la mente, l'icona e il cuore del gruppo. E ci dà dentro.
Nel 2000 esce "Stronger Than Death", nel 2001 già il primo live "Alcohol Fueled Brewtality Live", nel 2002 "1919 Eternal", l'anno dopo Zakk festeggia il ritrovamento della sua Les Paul Bullseye preferita, soprannominata 'The Grail' e andata persa durante un tour tre anni prima, con l'uscita di "The Blessed Hellride" (2003).
Un ritmo impressionante, c'è bisogno di alzare un attimo il pedale: nel 2004 esce "Hangover Music Sol. VI", un disco più lento e meditato, per certi versi più vicino al mood di "Book Of Shadows" che all'intransigenza della BLS. L'anno dopo si ricomincia a picchiare: "Mafia" consegna ai fan una band in grande spolvero. Tra i pezzi spicca "In This River", dedicata all'amico Dimebag Darrell, ex Pantera, chitarrista di razza ucciso da un folle durante un concerto nel dicembre del 2004.
Nel 2001 anche Ozzy torna in pista, non coinvolge Wylde nella composizione del nuovo disco ma lo vuole in studio e al suo fianco dal vivo: "Down To Earth" esce a fine 2001, seguito da un tour trionfale chiuso al mitico Budokan di Tokyo. La rinnovata intesa con Ozzy porta Zakk a fare gli straordinari negli anni successivi, la BLS diventa membro quasi fisso del carrozzone del Madman, l'Ozzfest, costringendo il biondo chitarrista a esibirsi quasi sempre in doppia veste: frontman del suo gruppo e axeman di sua maestà Osbourbne.
Per non farsi mancare nulla, nel il 2001 Wylde trova il tempo di partecipare al film Rock Star nel ruolo di Ghode, chitarrista degli Steel Dragon, e inizia a collaborare al progetto solista di Derek Sherinian, il mago delle tastiere che aveva rimpiazzato Kevin Moore nei Dream Theatre.
Il 2006 è un altro anno vissuto a mille: a gennaio Zakk entra nell'Hollywood's Rock Walk, la Hall Of Fame del rock'n'roll, poi la BLS parte per un tour dell'Ozzfest come headliner del second stage, a marzo entra in studio. A settembre esce "Shot To Hell". È di nuovo tempo di dar fuoco alle polveri.