ZZ Top

ZZ Top
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Raro esempio di longevità, coerenza e compattezza, gli ZZ Top hanno cavalcato oltre tre decadi di rock-blues diventando le icone riconoscibilissime della musica texana: barba lunga, aria trasandata e truce, atmosfere polverose, fiumi di birra, Harley Davidson e tutto quanto fa Texas sono ormai parte della loro storia.
L'origine della band affonda negli anni Sessanta ed è stata per lungo tempo coperta dal mistero grazie soprattutto alla sapiente opera del manager Bill Mack Ham che ha gestito i primi passi del trio. L'incontro tra il chitarrista Billy Gibbons e Ham avviene nel backstage di un concerto dei Doors a Houston, nel 1967: Gibbons aveva già una sua band, i Moving Sidewalks, con i quali aveva conquistato la notorietà grazie a un singolo di successo, "99th Floor" (contenuto nell'album "Flash"), e soprattutto grazie a Jimi Hendrix che dopo averlo fatto suonare in apertura del suo tour lo aveva eletto suo chitarrista preferito.
Sciolti i Moving Sidewalks, Gibbons e Ham decidono di formare una nuova band e dopo una paio di false partenze si compatta la formazione a tre Gibbons - Dusty Hill - Frank Beard che passerà alla storia come ZZ Top. Ham procura subito alla band uno sproposito di concerti in giro per il Texas mentre Gibbons-Hill-Beard elaborano il loro disco di debutto, "ZZ Top's First Album" che esce nel 1970. Dopo "Francine", il singolo tutta energia bruta contenuto in "Rio Grande Mud", è solo con il terzo album "Tres Hombres" del 1973 che gli ZZ Top conquistano la fama nazionale: "Jesus Just Left Chicago" e soprattutto il singolo "La Grange", che strizza l'occhio a "Boogie Chillen" di John Lee Hooker, diventano il marchio di fabbrica della band che è invitata al più clamoroso concerto della storia di Austin. Il 1 settembre del 1974 sullo stesso palco dello stadio texano si ritrovano, oltre agli ZZ Top, Bill Graham, Santana, Joe Cocker e Bad Company: il risultato sarà la distruzione dello stadio ma quel concerto rimarrà impresso nella storia della musica texana per decenni.
L'anno successivo, forti del successo di "Tres Hombres" e del successivo album "Fandango" gli ZZ Top si imbarcano in un tour di un anno e mezzo al termine del quale, esausti e svuotati, sono costretti a prendersi una pausa di ben tre anni. Ma mentre il trio si riposa dalle fatiche live il manager Ham è al lavoro per mettere la firma sotto un contratto con una major: quando tornano, sotto la bandiera della Warner Brothers, pubblicano di infilata "Deguello" e "El Loco" che spopolano grazie alle hit "Cheap Sunglasses" e "Tube Snake Boogie". "Eliminator" del 1983 e il successivo "Afterburner" di due anni successivo sono gli album della definitiva consacrazione mainstream: l'uso dell'elettronica e dei sintetizzatori, che appare controverso ai fan delle origini, permette di creare hit come "Legs" e "Sharp-Dressed Man" che guardano al ballabile e, anche grazie alla nascita dei video musicali, fissano per sempre nell'immaginario collettivo questo trio di irsuti sudisti amanti delle atmosfere polverose da birreria del Mississippi.
Questi due album procurano anche qualche problema legale alla band che deve ammettere il contribuito di Linden Hudson, il loro ingengere del suono, nella composizione dei pezzi (intascherà 600,000 dollari) e fronteggiare anche la battaglia legale per il copyright di "La Grange". Ma Gibbons è ormai a buon diritto nell'empireo dei grandi chitarristi americani, Hill e Beard gli assicurano una sezione ritmica potente e con il loro primo video, "Gimme All Your Lovin", la popolarità degli ZZ Top raggiunge il suo apice. All'inizio degli anni Novanta, quando pubblicano "Recycler" che rende omaggio al passato della band con il singolo di grandissimo successo "My Head's In Mississippi", gli ZZ Top hanno venduto qualcosa come 50 milioni di dischi in tutto il mondo e dopo il raid nelle pieghe dell'elettronica e del ballabile sentono l'urgenza di tornare alle loro radici più vere: intanto hanno contribuito al Delta Blues Museum regalando "Muddywood", una chitarra scolpita nel legno dell'alloggio di Muddy Waters a Clarksdale, Mississippi, e nel 1996 pubblicano "Rythmeen", considerato uno tra i loro dischi più belli sia da parte della critica che da parte del pubblico. Nemmeno la tragedia che si abbatte sul loro manager Ham, la cui moglie è assassinata in circostanze drammatiche, può scalfire la compattezza di questa storica band che nel 1999 festeggia trent'anni di carriera con l'album "XXX", la celebrazione dell'unica band al mondo che ha mantenuto la stessa lineup fin dai suoi inizi: la musica degli ZZ Top è ancora riconoscibilissima per la sua potenza immediata e per il suo suono 100% americano come conferma anche l'album del nuovo millennio "Mescalero". Un disco che non rinuncia a nulla della potenza scartavertata del loro suono e che tuttavia, insieme a barbe, pupe e rombi di motori, aggiorna il southern sound degli ZZ Top alla potenza dei nuovi giorni.