- Musica, notizie e gossip
Come mai questo cambio di opinione? Semplice: il punto debole del film di Ron Howard non sta nel finale, che anzi è uno dei momenti migliori della pellicola.
Presentato Fuori Concorso, "Cinderella Man - Una Ragione Per Lottare" racconta la storia vera del pugile Jim Braddock, che divenne un simbolo di speranza negli Usa della Grande Depressione dopo aver
- provato sulla sua pelle la povertà
- lavorato come scaricatore di porto per quattro soldi
- ricominciato a boxare più per mantenere la famiglia che per ambizioni di vittoria
- diventato lo sfidante per il titolo mondiale dei pesi massimi, inaspettatamente e nonostante l'età (in questo sta gran parte del suo essere diventato un simbolo di speranza nella capacità di riscossa)
Quella di Braddock è una gran storia, che rischia di scadere nella retorica ma che ha indubbiamente un solidissimo andamento drammaturgico. Nonostante ciò il vero punto debole del film è proprio la sceneggiatura (e dire che c'è anche lo zampino del premio Oscar Akiva Goldsman). Non è una questione di retorica, che in fondo è contenuta: è più un problema di volere verbalizzare anche l'ovvio, di sentire la necessità di scrivere una battuta per ogni singolo elemento del film, come se le immagini da sole non fossero in grado di raccontare cose (oppure come se non ci si fidasse del pubblico e si preferisse spiegargli tutto quanto).
È un peccato, perché li regista Ron Howard è un solidissimo professionista e perché gli attori protagonisti danno un'ottima interpretazione (sono Russell Crowe e Renée Zellweger). Non è un caso se i momenti migliori della pellicola sono quelli in cui si sale sul ring. Ed è forse per questo che la lunga sequenza del match per il titolo mondiale fa scordare i difetti e regala un finale da applausi.
P.S.: l'uscita nelle sale italiane è fissata per il 9 settembre 2005.

Conrad Murray a giudizio
Isle of MTV Malta Special
Lady Gaga in Europa