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Vecchi amori

"Un amore finito può ritornare nel sogno per tanto tempo, anche per anni, con una carica di nostalgia per una storia in cui avevamo investito tutto il nostro sentimento. Spesso la persona che abbiamo perso ci viene in sogno con atteggiamenti affettuosi, teneri nei nostri confronti. Significa che dentro di noi il sentimento non si è del tutto spento e che la nostaglia assume toni struggenti" Stanotte ho fatto un sogno che mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ho sognato di essere presente al crollo delle torri, di essermi rifugiata in casa di un perfetto sconosciuto che, dopo qualche minuto, mi ha preso per mano e di incanto ci siamo trovati a casa di una mia vecchia fiamma. Anche se io casa sua non l'ho mai vista, mi sentivo come in un posto familiare...e una volta sbucata fuori la vecchia fiamma, ci è scappato pure un bacio. Freud e la sua maledetta interpretazione dei sogni! Stamattina, dopo essermi lavata, aver studiato un pò e guardato su Youtube la vittoria di Mauro al GF (godogodogodo), ho guardato il libro dei sogni. Si dice che un sogno non vada mai rivelato, perché nasconde lati di noi stessi così nascosti che potrebbero parlare molto di noi, ma in fin dei conti ora non sto svelando praticamente nulla di me. Però ecco, a questa persona io ci ero particolarmente affezionata. La sogno spesso, soprattutto da quando ho scoperto che ad aprile diventerà papà e ad ottobre si sposa. E' rimasto bellissimo come quando ho iniziato a parlarci. Alto, moro e occhi marroni nocciola. Parlavamo di tutto e ipotizzavamo un futuro insieme. Io lo adoravo e lui mi trattava da grande. Non si è mai permesso di andare oltre. Mi chiedeva come andavano le cose a scuola. Poi ecco, ci siamo separati perché in lui stavo riponendo troppe aspettative, e lui già parlava di casa e matrimonio. Io stavo male. Dopo un anno di silenzio, l'ho ricercato. Mi aveva detto, ai tempi, che stava uscendo con una ragazza, ma non mi aveva fatto alcun effetto, anzi, mi faceva piacere sapere che anche lui era riuscito a staccarsi da me (anche perché LORO sono molto più bravi in questo). Poi si lasciano, e due anni fa mi dice che si è fidanzato con tutti i crismi, a luglio mi dice che si sposa quest'anno, ad agosto annuncia il lieto evento. Mi ha anche detto, poco tempo fa, che è maschietto e sa già come chiamarlo. Io gli ho detto che quel bambino sicuramente sarà bello come il papà (visto che la fidanzata, ecco...non è poi così tanto carina esteticamente, ma vai a sapere l'amore cosa ti fa vedere) e che da grande farà impazzire un sacco di ragazzine... E lui per tutta risposta, mi ha detto che a lui augura di incontrare una ragazza bella, intelligente, simpatica, acculturata e gentile come me (tralasciate il bella, che io mi sento 'na schifezza...). Mi sono sciolta...e così l'ho sognato di nuovo. In questo periodo mi sto praticamente prendendo cotte assurde, soprattutto quando vedo in giro dei papà amorevoli con i propri pargoli, e mi metto a fissarli come se fossi io la loro compagna. Secondo me questo è dovuto al fatto che nella mia ultima storia, che considero ancora oggi UNICA STORIA VERA per la mia esperienza, avevo veramente creduto un sacco, e speravo che tutto fosse andato a lieto fine...ma quando ti accorgi che vivi su un mondo completamente diverso da quello del tuo ragazzo, è inutile cercare punti in comune, non li troverai mai. E quando capisci che non ti puoi affidare troppo ad un futuro incerto, soprattutto quando lui ha già "la sua età" ma non ti può garantire una stabilità in NESSUN SENSO, ci dai un taglio e ti guardi intorno, cercando delle conferme ai tuoi sogni (nel mio caso, dei compagni amorevoli e che siano capaci di darmi tranquillità). Io ora sto cercando di cullarmi nel sogno che, con pazienza, ritornerò di nuovo a sognare.       (E poi non ditemi che i migliori sono ancora in circolazione, ve magno!)

Amore Clandestino #3

Le uniche occasioni in cui potevo incontrare Pota Boy erano le mattinate, prima del suono della campanella delle rispettive scuole - frequentiamo due licei differenti, ma entrambi ubicati vicino alla stessa fermata della metro - . Ogni giorno ci incontravamo davanti alla Neuma, la scuola di musica in cui ci siamo conosciuti, verso le 7:20, per poi incamminarci verso i nostri  edifici scolastici. Quei minuti della giornata erano senz'altro i momenti che preferivo. Appena tornavo a casa mi rinchiudevo in me stessa, sperando che tutto quello che stavo vivendo fosse solo un brutto, bruttissimo, sogno. Sebbene i mattini trascoressero, almeno apparentemente, in modo sereno, in realtà da ambedue le parti era presente una grande tristezza. Cosa ne sarebbe stato del nostro futuro? Non potevamo contare sui nostri amici perché non avrebbero potuto comprendere il nostro stato d' animo e la gravità di quella situazione. Ed un giorno, un piano. Stanchi della condizione che non permetteva di far scorrere le nostre giornate come avremmo desiderato, decidemmo di ricorrere ad una soluzione drastica. Inizialmente tentennai, perché non potevo avere coscienza delle conseguenze del mio gesto. Ma quale altra opzione mi rimaneva? Tutto aveva un peso insostenibile ed io avevo la sensazione che che le mie forze stessero per cedere a tanto stress. Era come se il mondo, da un momento all'altro, mi sarebbe crollato addosso. Le persone che amavo maggiormente, Pota Boy e mia madre, soffrivano. Soffrivo anch'io e non c'era alcuna maniera per far in modo che tutti e tre fossimo felici. Anche se a casa mia nessuno si azzardava ad accennare minimamente l'argomento, ed era come se la storia ormai fosse un capitolo chiuso, io mi preparavo per scappare da quell' inferno. Il mio maggiore timore, però, riguardava mia madre: se mio padre fosse venuto a conoscenza della mia azione, sicuramente avrebbe alzato le mani in modo esageratamente brutale contro mia madre. Purtroppo non avrei potuto fare null'altro, perciò, anche con questo rischio, dovevo  necessariamente porre fine all' interrogativo "Magari se scappassi di casa, riuscirei ad uscire da questa situazione...?". Era tempo di fatti, poiché avevo passato fin troppo tempo a pensare, senza giungere a nessuna conclusione. Giunto il grande giorno, il 30 Maggio, ero pronta per il piano prestabilito. Tutto era al proprio posto: qualche indumento e della biancheria intima erano riposti segretamente nel mio zaino scolastico; la lettera d'addio indirizzata ai miei si trovava sotto il mio materasso, per evitare che potesse essere scoperta prima del dovuto. Alle 13.30 la campanella di fine lezione iniziò a suonare, come tutti i giorni. Ma quel giorno, che ai miei compagni poteva apparire come tutti gli altri, sarebbe divenuto un futuro ricordo irremovibile per me. Scesi dalle scale consapevole che, una volta uscita dal portone della scuola, avrei trovato Pota Boy ad aspettarmi. Ci incamminammo per raggiungere la stazione degli autobus per poi prendere quello che ci avrebbe portati a casa sua. Durante il tragitto mi percosse un senso indescrivibile di nostalgia. Era passato un mese e mezzo dalla nostra ultima uscita e quegli ultimi posti di quel veicolo mi ricordavano il passato, quando i miei non erano ancora a conoscenza del nostro segreto.

Morgan Free- Man

Per la serie "Pensieri, riflessioni e scemenze del genere"  Morgan Free – Man Morgan Uomo libero (free man), è il nome di un noto attore americano, ma è anche il nome del nostro più famoso (al momento) trasgressore italico, quel Morgan pirata televisivo il quale, trasgredendo l’etichetta (e in Italia è già tanto), ha avuto il coraggio di dire pubblicamente quello che tutti già sapevano, togliendoci così il gusto di immaginarcelo da soli. Non solo, ma la sua rivelazione, il suo outing, come oggi si dice, l’ha buttato lì come un affare di salute, un problema di Sanità tra il pubblico e il privato………..Ciò che ne è seguito dice molto del carattere di noi italiani, ma dice anche molto dello spessore umano di molti italici trasgressori, prontissimi a fare marcia indietro non appena se ne presenta l’opportunità. Povero pirata Morgan, povero free – man, la cui unica libertà è stata quella di scegliere tra il rinnegare sé stesso rimangiandosi tutto, oppure sparire dalla circolazione, oscurato dal moralismo dei tanti, dall’ipocrisia dei più. Povero free – man, costretto a mostrare il suo lato più umano (la sua cialtrona pochezza o la sua povera cialtronaggine potremmo definirla) al solo scopo di avere ancora qualcosa da vendere, al grande pubblico, della sua immagine. Immagine di un povero, cialtrone, malato uomo libero. Come tutti quelli che s’illudono, al giorno d’oggi, di esserlo veramente degli uomini liberi, senza capire dov’è la trappola: la trappola della trasgressione alla portata di tutti, della trasgressione massificata e generalizzata, che più che essere una libera scelta ci viene imposta da un imperativo sociale (“devi trasgredire perché altrimenti non sei nessuno”) e da tutta un’industria che fiorisce intorno ad essa: giornali e trasmissioni televisive scandalistiche, mercato del sesso più o meno deviato, più o meno trasgressivo, mercato dello sballo etc…. E così oggi vediamo avverarsi quello che già più di trent’anni fa Giorgio Gaber (uno che è stato la perfetta antitesi di Morgan) definiva Libertà obbligatoria. La tragedia è che, per stare al mondo della musica,( e per citare ancora lo stesso Gaber), “Ognuno canta come vuole………..e tutti quanti cantano come vuole la libertà!”.        

Amore Clandestino #2

Continua dal post precedente. Non starò qui ad esporvi ogni singolo dettaglio di quel momento, poiché voglio raccontarvi le conseguenze di quell' episodio. Venni rinchiusa in casa. Non mi era più concessa la possibilità di frequentare le lezioni di canto e chitarra, il cellulare mi era stato confiscato per un periodo indeterminato e il divieto più grande che mi fu imposto era quello di non poter più uscire, neanche con le amiche. Anche a pensarci adesso i miei occhi non riescono a trattenere le lacrime, sebbene sia un fatto risalente a più di un anno fa. Mio padre mi ha minacciata dicendomi che mi avrebbe fatta tornare in Cina e che dovevo lasciare gli studi; mi ha picchiata, senza limitatarsi a qualche schiaffo com' era solito fare in passato per questioni più frivole. Mia madre, mentre udiva le mie urla strazianti scaturite dal dolore fisico provocato dai pugni e dalle spinte contro il muro per mano di mio padre, piangeva e lo pregava affinché smettesse di farmi del male, ma tutto ciò invano. Quando rimanemmo da sole in quella stanza, io iniziai a parlarle cercando di mantenere il mio tono di voce tranquillo, ma spesso il mio discorso veniva interrotto dai singhiozzi e dalle lacrime, che, imperterrite, solcavano il mio volto. Nel contempo anche lei scoppiò in un pianto fragoroso e mi parlò, con parole intrise di rabbia e tristezza. Mi disse che non voleva che questo fattaccio potesse allontanarmi da lei perché io ero la figlia con cui aveva trascorso maggior tempo assieme, ero la bimba che amava, che però, senza accorgersene era diventata improvvisamente cattiva; a causa di persone malvagie che, se avesse avuto tra le mani, avrebbe fatto fuori all' istante. Mi ha supplicata di tornare una brava ragazza e di ritrovare la "retta via" ora che ne avevo la possibilità, ed io, di fronte a tutto ciò, mi sentivo impotente. Le volevo - e le voglio tutt'ora - un bene dell' anima, eppure era più forte di me. Non potevo esaudire la sua richiesta, poiché implicava dire addio a Pota Boy, perciò cercavo di farle capire che avere accanto una persona che si ama è bello, che non ha nulla di negativo. Inutile dire che quelle parole furono inutili e che lei continuò dicendo che alla mia età l'amore non esiste, che ero troppo piccola per distinguere il bene dal male. Ed aggiunse che quella situazione era nata, in parte, anche per colpa sua, perché era sempre stata gentile e buona con me, nella speranza che maturassi, capendo quanto si sforza per il mio bene e che così, magari, avrei rispettato le regole senza ribellarmi. Mio padre, ogni volta che accade un fatto spiacevole di cui sono protagonista, non manca l'occasione di rinfacciarle che è lei la colpevole, perché che ha cresciuto una ragazza scapestrata come me. Forse con il tempo anche lei stessa si è convita di ciò. I giorni a venire furono "sereni". Era una serenità di plastica, che pesava, e, come attori professionisti, tutti i componenti della famiglia recitavano allegramente la propria parte per far sì che quel disagio interno non si espandesse al di fuori delle mura di casa nostra. Se cercavo di parlarne con mia madre per risolvere la questione, lei mi zittiva immediatamente per non dover sostenere un argomento problematico.

io ti amo e tu l'ho sai che non ti lascio mai

io ti amo e tu l'ho sai che non ti lascio mai

lei si muove tra la gente

lei si muove tra la gente

  <p><p><p><p>video,testo,musica,e arrangiamenti realizzati da cariolani</p></p></p></p>  

shakira

shakira

ciao, mi presento sono nikita, vi starete chiedendo perchè ho messo anche sili perchè è la mia cugina e quindi ho voluto metterla...

shakira

shakira

ciao, mi presento sono nikita, vi starete chiedendo perchè ho messo anche sili perchè è la mia cugina e quindi ho voluto metterla...

Amore Clandestino #1

Mia sorella - Fany, 10 anni - mi ha riferito che, ogni volta che esco, mia madre inizia a bombardarla di domande, riguardo la borsa che mi son portata appresso, all' orario in cui sono uscita di casa o altre informazioni sul mio conto. Non mi ha fatto molto piacere, ma per farvi capire da cosa nasce l' interessamento da parte di mia madre su tutto ciò, è necessario fare un salto nel passato. Ho deciso di dividere questo intervento in varie parti, perché so che un post chilometrico è faticoso da leggere.   Pochi di voi sono a conoscenza del fatto che la storia tra me e Pota Boy è una relazione clandestina; ma non fatevi strane idee. Nessuno è l' amante segreto dell' altro, ma il nostro amore deve rimanere nascosto agli occhi dei miei genitori, dei i miei parenti e di chiunque possa farne parola con i miei. E' una situazione stressante. Per ogni singola uscita devo preparare una bugia da propinare a mia madre in modo convincente, e, oltre al timore che la menzogna possa essere scoperta, in me nasce un senso di colpa. Non basta dirle che trascorrerò il pomeriggio gioiosamente in compagnia delle mie amiche : anche in quel caso sarei costretta a rimanere relegata in casa. Ciascuna uscita con Pota Boy è mascherata da una frottola riguardante lo studio, i compiti, le ripetizioni; tutto ciò che è inerente alla scuola. Le tre ore in cui ho la fortuna di stare con il mio amore tutto è roseo. La paura di essere scoperti diminuisce - senza, però,  svanire - e viviamo i nostri minuti tra battute, baci ed abbracci. Giunta l' ora del coprifuoco tutto torna alla realtà. Devo tornare al ristorante e pian piano l' ansia di rivedere il volto di mia madre sale, fino a  raggiunge l' apice. "Avrà scoperto qualcosa?", "Qualche parente ci ha visti per strada e, subito dopo, le ha riferito tutto per telefono?" questi sono alcuni dei quesiti che non possono fare a meno di balenarmi per la mente, ogni qualvolta che rincaso da un' uscita. E, purtroppo, una volta ho vissuto il peggior incubo che avessi mai potuto immaginare: io e Pota Boy siamo stati scoperti. Tutto accadde in un giorno come un altro, il 22 Aprile 2008. Fino a quell' ora, le 18 circa, non era successo nulla di particolare, nulla che avrebbe fatto presagire un avvenimento di tale gravità. Ma la mia più grande paura, quando meno me lo sarei aspettata, si è tramutata in realtà. Mentre ero tra le braccia di Pota Boy, in lontananza intravidi la sagoma di mio zio che aveva lo sguardo rivolto verso la mia direzione. Molto probabilmente ai vostri occhi ciò che è successo può apparire come una vacuità. Ma per me, protagonista di quella che considero una piccola tragedia, non lo era affatto.

ti amo!!!!!!!!!!!!

vi è mai capitato di essere pazzamente innamorata è confusa??????? commentate........

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