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Scuola e Università

La scuola, l'università, la ricerca scientifica sono ambiti fondamentali per lo sviluppo del nostro paese. Gli studenti di oggi sono le persone che domani avranno idee nuove per migliorare il mondo. Hai un'idea che secondo te merita di diventare una legge? Scegli questo tema, racconta la tua esperienza e unisciti al gruppo che scriverà una legge per migliorare la scuola!

Le norme costituzionali

La scuola è oggetto delle previsioni degli artt. 33 e 34 Cost.

Secondo l'art. 33 Cost., "la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi", mentre "enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". La legge stabilisce "i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità", assicurando loro "piena libertà" e ai loro alunni "un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali". Infine, le "istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato".

L'art. 34 prevede che "la scuola è aperta a tutti", e che "l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita"; prevede poi che "i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi", e che "la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso".

Per quanto riguarda le competenze legislative in materia, appartiene allo stato la competenza esclusiva a dettare "norme generali sull'istruzione" (art. 117, comma 2, lett. n), Cost.); spetta invece alla competenza concorrente delle regioni, da esercitarsi nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge dello stato, la potestà di dettare le altre norme in materia di istruzione, "salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche" (art. 117, comma 3, Cost.), mentre le materie della "istruzione e della formazione professionale" sono lasciate alla competenza esclusiva della regione.

Il quadro normativo: il decreto legge n. 137/2008

Il tema della scuola è oggi al centro di un vivace dibattito da parte dell'opinione pubblica, che ha trovato nuova linfa a seguito dell'adozione di alcuni provvedimenti da parte del Governo ed, in particolare, del decreto legge del 1 settembre 2008, n. 137.

Eccone, in sintesi, le principali aree di intervento:

Obbligo di istruzione: nuove modalità di assolvimento

La legge 6.8.2008, n. 133 (di conversione del decreto-legge n. 112/2008) ha parzialmente modificato le precedenti disposizioni della legge 296/2006, concernenti l'innalzamento dell'obbligo di istruzione: è quindi oggi possibile espletare tale obbligo, oltre che nei percorsi scolastici, anche nei corsi triennali regionali di istruzione e formazione professionale.

Accesso alla carriera universitaria

Importanti novità sul tema sono state introdotte dal decreto legge n. 180 del 10 novembre 2008 recante "Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca":

Borse di studio

Il decreto n. 180 del 2008 prevede che venga incrementato di 135 milioni di euro il fondo destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici: in pratica 180 mila ragazzi oggi sono idonei a ricevere la borsa di studio e l'esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono di fatto.

Agevolazioni economiche per gli studenti fuori sede

Il primo e più impellente problema che si pone allo studente che è costretto a studiare in una città diversa dalla propria, è sicuramente quello dell'alloggio.

Ogni regione ha una propria struttura denominata ARDSU (Azienda Regionale Diritto allo Studio Universitario) o EDISU ( Ente Diritto Studio Universitario) che mette a disposizione alloggi universitari, oltre che contributi finanziari, servizi di ristorazione e prestiti agevolati.

Come è noto, però, tali alloggi sono sempre risultati essere in numero inferiore rispetto alle richieste, per cui molti studenti sono costretti a rivolgersi al mercato privato, spesso sopportando costi notevoli.

Per sopperire a tale carenza strutturale, è stata prevista la possibilità per studenti che siano iscritti ad un corso di laurea in una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza distante almeno 100 km, e comunque in una provincia diversa, di beneficiare di detrazioni fiscali purché siano titolari di un regolare contratto d'affitto per unità immobiliari situate nelle stesso comune in cui ha sede l'università o in comuni limitrofi. L'importo massimo della spesa detraibile ammonta a € 2.633 e può essere detraibile per lo studente oppure per il familiare di cui lo studente è fiscalmente a carico, attraverso la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Su un piano diverso, ma sempre nell'ottica di una migliore attuazione del diritto costituzionale allo studio, si muove poi il decreto n. 180 del 2008, il quale ha previsto lo stanziamento di sessantacinque milioni di euro per la realizzazione di alloggi e residenze per gli studenti universitari.