La storia dei genitori di Victor - lui studente di agraria Mozambicano, lei infermiera italiana - faceva presagire quella che in tutti i luoghi dove "il moro" è conosciuto è la sua principale caratteristica : il poliglottismo. Victor parla correttamente l’inglese come lo parlano i suoi amici dj di Brixton, west London, lo spagnolo come nelle ramblas di Barcellona, il portoghese come nelle spiagge di Maputo, Mozambico, e il francese come a Saint Germain, Paris. La sua prima infanzia la trascorre in Francia: all’età di cinque anni approda nella “fredda” Torino, che pochi anni dopo Victor contribuirà a far uscire dal suo torpore, più stereotipato che reale.
La carriera scolastica di Victor fila via velocemente tra una nota e l’altra senza particolari timori: durante lo spettacolo di fine anno del ’99 Victor sale per la prima volta su un palco, ed è la svolta. Finito il liceo, decide di iscriversi a Scienze Internazionali. Già all’età di quattordici anni, Victor passa i suoi pomeriggi sulle scale del Regio, vero e proprio laboratorio dei b-boy torinesi dove s’incontrano skaters, writers, breakers e mcs della città. Con la sua amica di infanzia Lela iniziano a rappare. Un’infame meningite porta via Lela nell’estate del 2002 e Victor gli fa una promessa, non smetterà mai di cantare. Nel Gennaio 2000 durante un concerto dei , conosce Fulvio che viene rapito dalla sua voce e così fondano gli Afromind insieme ai fratelli Sforza. Come ogni abitante del continente nero, Victor incontra da subito la musica reggae (già papà Alfredo Batista gli aveva nella sua infanzia offerto un “aperitivo”). Torino è in fermento le tribù tecnologiche francesi invadono la città, la drum n’bass spopola. Victor e suoi amici girano l’ Italia, ovunque ci sia musica: discoteche, festival, concerti, eventi. Nell’estate 2002 Victor approda per la prima volta alla mecca della musica, Ibiza ed è subito una passione sconfinata. Grazie al suo “savoir-faire” in una bollente mattinata all’"in the bed" allo Space Barbara Tucker, diva del soul new-yorkese, gli passa il microfono: è sono i primi brividi. Tornato a Torino ogni porta musicale è aperta. Victor si affianca ogni fine settimana agli ospiti delle notti elettroniche torinesi: da Carl Cox, a Timo Mass, da Sven Vath a Felix da House Cat. In più è la voce di "The Plug", la principale serata elettronica di Torino. Il ruolo di vocalist non soddisfa a pieno Victor che conosce i dj Marco e Plastik1, i Rollers Inc., leader della scena drum n’ bass torinese e italiana. È amore a prima vista anche perché questo genere gli permette di esprimersi meglio e di avere più libertà spaziando dal reggae, passando per il dub con influssi di libera espressione vocale. I suoi rapporti con lo schermo svariano da comparse nella serie tv "Cuori Rubati", i film che rappresentano un cult per i Torinesi come "A.R. Andata e Ritorno" di Marco Ponti e "Sangue" di Libero De Rienzo. Infine il piccolo nero torinese entra nel piccolo schermo per due stagioni nel cast di "Hit Science", parentesi scientifica impegnata insieme al collega e amico Alex Braga, da cui conosce una profonda amicizia che lo porterà poi a decidersi di fare il provino per MTV, che durante un viaggio in Senegal lo chiama. |
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